La prima regola è, come sempre, non nuocere
di Michael Milken e Jonathan Simons
Michael Milken è presidente del Milken Institute. Jonathan Simons è presidente della prostate Cancer Foundation.
Questo articolo è stato originariamente pubblicato sull'edizione del 21 giugno 2009 del Wall Street Journal.
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La malattia come metafora dell’economia
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La prima regola è, come sempre, non nuocere
di Michael Milken e Jonathan Simons
Quest’anno le grandi imprese operanti a livello globale hanno raccolto nei mercati pubblici e privati finanziamenti per quasi 2.000 miliardi di dollari: è un chiaro segnale del fatto che il risanamento dell’economia è iniziato.
Che l’economia stia riprendendosi non dovrebbe sorprendere nessuno, così come nessun medico si sorprenderebbe nel constatare che il sistema immunitario riveste un ruolo fondamentale nel rimettere in salute un paziente. Nella rispettiva funzione di presidente di un think tank di studi economici e di medico, gli autori di questo articolo ritengono che vi siano notevoli paralleli tra il regimi di cure per un’economia in crisi e quello per una persona ammalata. In entrambi i casi, è importate che a un certo punto si faccia ricadere il compito di effettuare la guarigione sul sistema immunitario del paziente. L’eccesso di cure è cattiva medicina.
Fino agli anni Settanta, il “sistema immunitario” della nostra economia era costituito dai diversi istituti finanziari, in particolare banche e compagnie di assicurazioni. Quando l’economia “si ammalava”, le aziende si affidavano a questi istituti al fine di reperire il capitale necessario per ripristinare la crescita economica e creare posti di lavoro. A partire dalla recessione del 1974-75, tuttavia, la funzione di risanamento venne assunta dai mercati die capitali. Più esattamente, i mercati azionari e obbligazionari fornirono gli “anticorpi” sui quali le aziende americane potevano fare affidamento per contrastare l’infezione rappresentata dalla recessone.
Le economie prive di quel componente essenziale del sistema immunitario rappresentato da un mercato delle obbligazioni societarie sono esposte a recessioni più lunghe e più gravi. L’esempio più evidente è quello del Giappone, le cui banche hanno stentato a ricapitalizzarsi per tutti gli anni Novanta.
I recenti stress test attuati dal Dipartimento del Tesoro hanno evidenziato per l’ennesima volta le necessità di capitale a carico degli istituti finanziari, ed è ormai ora che questi ultimi soddisfino le proprie esigenze nei mercati dei capitali. Il fatto che svariate aziende a bassa qualità d’investimento (come Harrah’s Entertainment, Warner Music Group, MGM Mirage, Rite Aid e Ford Motor Credit) siano oggi in grado di restituire i prestiti contratti con le banche grazie ai fondi reperiti sui mercati dei capitali dimostra la capacità del nostro sistema immunitario finanziario di contribuire alla ripresa del paziente.
Vi sono altre illuminati analogie tra la medicina in campo economico e umano: spesso una grave malattia risulta più pericolosa per la vita stessa del paziente se si verifica dopo anni di cattive abitudini, come mangiare eccessivamente, consumare troppi alcolici, non fare esercizio fisico e abusare di sostanze in grado di creare dipendenza. Il recente boom economico è stato contraddistinto da un’analoga mancanza di disciplina: eccesso di ricorso al credito, leve debitorie di entità inusitata, incapacità di mantenere un livello sufficiente di patrimonio netto nella struttura del capitale aziendale e deliberata noncuranza per le conseguenze della dipendenza dalle importazioni di petrolio.
Quando un medico dice ad un paziente di fare una vita più sana dopo un infarto, se il malato non segue il consiglio potrà solo incolpare se stesso in caso di ricaduta. E quando i mercati dicono alle imprese che è il momento di ridurre la leva finanziaria dopo un tracollo dell’economia, le aziende che non ristrutturano i propri bilanci non potranno dare la colpa ad altri.
Immaginiamo che una persona con gravi problemi cardiaci venga portata in tutta fretta al pronto soccorso. Dopo avere attivato le procedure di rianimazione, i medici continueranno a seguire la regola stabilita da Galeno di Pergamo oltre 1800 anni fa: “primo, non nuocere”. Le possibili cure varranno accuratamente scelte a partire dalla gamma di tecnologie e farmaci disponibili, tenendo conto del fatto che ciascuna di esse, o qualsiasi possibile combinazione di tecniche e farmaci, se applicata in modo erroneo o nel dosaggio sbagliato, potrebbe compromettere la salute del paziente. Gli interventi in campo economico richiedono un’attenzione pari a questa.
Il medico effettua una diagnosi provvisoria: il paziente è in stato di shock, le sue condizioni sono critiche, il sangue non affluisce agli organi per via della debolezza del cuore. Nell’autinno scorso, il Tesoro e la Federal Reserve hanno hanno avanzato una diagnosi analoga per il loro paziente: stato di shock, condizioni critiche, il denaro non fluisce nell’economia.
La massima priorità consiste nella stabilizzazione del paziente seguendo il criterio A-B-C: vie aeree-respirazione-circolazione (in inglese: airways-breathing-circulation. Se necessario, occorre fornire ossigeno per il tramite di un apparecchio per la respirazione e stabilizzare il ritmo cardiaco. Quando i mercati sono finiti in caduta libera, l’A-B-C è stato AIG-Banche-Credito. L’ossigeno dell’intervento federale è stata la Commercial Paper Funding Facility e altri strumenti a disposizione della Federal Reserve. Il programma TARP (Troubled Assets Relief Program) è stato solo uno die diversi interventi del Tesoro, miranti a stabilizzare il “ritmo cardiaco” dell’economia.
Una volta che le condizioni del paziente sono state stabilizzate, si può procedere all’applicazione di ulteriori misure: stimolo dell’attività cardiaca, trasfusioni di sangue e antibiotici. In campo economico, questo genere di provvedimenti comprende il pacchetto di stimolo economico e le trasfusioni rappresentate dal salvataggio delle aziende in difficoltà. Talvolta, al fine di prevenire la formazione di trombi e di assistere la circolazione periferica del sangue, vengono somministrati anticoagulanti. Gli “anticoagulanti” rappresentati dall’espansione della massa monetaria ad opera della Fed, l’aumento delle garanzie sui prestiti concessi alle piccole imprese e un credito d’imposta per gli acquirenti di prima casa contribuiscono a fluidificare la circolazione periferica dell’economia.
Il responsabile del reparto di rianimazione coordina le attività degli altri specialisti e pianifica le cure. L’obiettivo consiste nel mantenere in equilibrio tutti gli organi: cuore, polmone, reni, cervello. Lo stimolo ottimale alla pressione sanguigna, ad esempio, potrebbe ledere i reni, che filtrano le sostanze nocive presenti nell’organismo.
Nel settembre scorso, quando l’economia è stata portata in rianimazione dopo il fallimento di Lehman Brothers, le autorità hanno coordinato le azioni di altri specialisti e hanno approntato un piano di recupero. L’obiettivo era quello di mantenere in equilibrio tutti i sistemi: mercati dei capitali, banche, assicurazioni, imprese a sostegno pubblico. Un intervento ottimale su un particolare elemento avrebbe potuto mettere a repentaglio il processo di espulsione degli asset tossici.
Spesso, prima di lasciare l’ospedale, un paziente viene sottoposto ad una prova sotto sforzo per accertarne le condizioni di salute, stabilire le cure più idonee e pianificare la riabilitazione. In seguito alla loro prova sotto sforzo, i principali istituti finanziari hanno iniziato la riabilitazione rivolgendosi ai mercati dei capitali.
Alcune delle analogie che abbiamo tratteggiato sono forse un po’ stiracchiate. Ve n’è una, tuttavia, che si attaglia perfettamente al nostro caso: quando l’organismo inizia a riprendersi, i medici interrompono gradualmente il supporto esterno e si accertano che il paziente non abbia sviluppato una dipendenza alla terapia che gli è stata somministrata.
I nostri “medici economici” devono permettere al sistema immunitario americano, così straordinariamente efficace, di subentrare agli interventi straordinari, mano a mano che imprese e istituti finanziari riducono la leva debitoria dei loro bilanci. Tanto per gli individui quanto per il capitalismo, il tempo è il balsamo migliore.
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