da Il Messaggero del 8 ottobre 2007, pag. 7
di Mario Ajello
Se prima eran cinquantasei, adesso son cinquantasette.... Potrebbe essere una canzoncina? Sì: il motivetto della proliferazione atomica dei partiti, che fino a qualche giorno fa erano calcolati nel numero di 56 in tutto e di trenta presenti dentro il Palazzo in questa legislatura. Ma ora ce n 'è uno in più: l’«Italia del Centro-Movimento federale». Il leader è Tarzan. Chi?
Così chiamavano Enzo Scotti - democristiano di lungo corso, ex ministro degli esteri e ex ministro degli interni e immortalato in un libro dal titolo: «Un irregolare nel Palazzo» - per la sua grande abilità a volteggiare, come a cavalcioni su una liana, fra una corrente e l'altra nella giungla dello Scudo Crociato. Un po' una federazione di centro targata Scotti era già nata nel 2006 ma adesso si ripropone, anzi rinasce tutta nuova e più bella e la presentazione e il lancio avverranno giovedì prossimo nel Palazzo dell'Informazione-Adn Kronos a Roma. Un gruppo di centristi meridionali intorno al Divo Enzo, e il partito numero 57 è fatto. E pronto - come recita il suo atto fondativo - «a costruire un Paese libero da caste, corporazioni, burocrazie...». Perché serve insomma, come sostiene Scotti, «una politica che la gente capisca». Ma la «gente» può capire (anticipiamo la risposta: no!!!) una politica sempre incinta e pronta a continui parti plurigemellari che la fanno lievitare a quota 57 e anzi di più?
Se una normale gestazione dura nove mesi, la gestazione partitica dura poco più di un attimo. Nell'ultima settimana sono nati infatti ben quattro partiti, compreso questo ennesimo post-democristiano di Scotti, come se non ci fossero già le varie Dc: quella di Piazza, quella di Sandri, quella di Rotondi, quella di Prandini e altre cinque o sei. In questi ultimi sette giorni, insomma, prima dell'Italia del Centro (che però non è parente dell'Italia di Mezzo fondata da Follini) sempre al centro hanno visto la luce il partilo dei Liberaldemocratici di Lamberto Dini e l'Unione Democratica dei senatori Bordon e Manzione. Potrebbe bastare, e invece no. A sinistra c'è il neonato Movimento Politico dei Cittadini, creato dall'ex senatore del Pdci, Ferdinando Rossi. Più a sinistra ancora, a sinistra di ogni sinistra, sta nascendo da una costola di Rifondazione Comunista la Sinistra Critica di Turigliatto. A quel punto, saremo a 58. Proprio mentre infuria il «Vaffa!».
L'Udeur, per esempio, ha perso un europarlamentare in questi giorni: Armando Veneto si chiama. Che cosa fa l'Armandone, si dimette dal partito, lascia il posto di euro-onorevole e se ne torna nella natia Calabria? Macchè: lascia Mastella e sabato 20 ottobre fonderà un partito tutto suo. «Ho sentito l'esigenza di riappropriarmi di me stesso», dice: «E sento il bisogno di fondare il Movimento dei moderati per la democrazia». Sarà il numero 59. E appena arriva «Officina 2007», questo il nome scelto l'altro giorno da Pezzotta per il suo nascente movimento clerical, saremo alla cifra tonda: sessanta!
E comunque, al ritmo di quattro partiti nuovi a settimana, calcolando che da qui a fine dicembre mancano dodici settimane, ci dobbiamo aspettare la nascita di altri 48 partiti. Quanto fa 5 7 più 48? Fa 105. E il centocinquesimo partito potrebbe essere il regalo di Natale per gli italiani che i partiti non li sopportano più.
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