Perché il Partito democratico sarà la “casa” della cultura politica liberaldemocratica
Documento di Bianco, Bassanini, Morando, Zanone
Crediamo che all’interno del Partito democratico – con un passaggio storicamente irripetibile – si stiano ponendo oggi le premesse migliori affinché le espressioni diverse della cultura liberaldemocratica (riformismo socialista, cultura repubblicana, liberale, ambientalista, laica senza aggettivi) possano cercare e trovare una collocazione centrale per le loro idee e visioni, rifuggendo allo stesso tempo dalla facile tentazione di considerarsi “le minoranze dei migliori”.
C’è bisogno che la cultura liberaldemocratica e riformatrice faccia la sua parte all’interno del Pd
perché crediamo nel valore dell’economia di mercato e nella competizione, che solo possono garantire un innalzamento del benessere collettivo e individuale della nostra società, senza che questo significhi non occuparsi più della condizione dei più deboli, degli emarginati e delle zone svantaggiate del Paese, ma anzi rilanciando il valore della solidarietà, della cooperazione, delle pari opportunità;
perché crediamo nel valore costituzionale della laicità dello Stato, il quale deve garantire la massima libertà, eguaglianza e rispetto a tutte le fedi religiose, senza tuttavia privilegiarne alcuna;
perché c’è una richiesta di modernizzazione profonda e complessiva del Paese, soprattutto da parte delle generazioni più giovani, che passa necessariamente dalla garanzia di libertà per la ricerca scientifica e tecnologica, anzi da politiche di stimolo e sostegno per esse, puntando al ritorno nelle nostre università e laboratori di quei “cervelli” che o sono sempre stati all’estero oppure sono stati costretti ad abbandonare gli ambienti di ricerca in Italia;
Perché crediamo che un Paese debba investire nel suo futuro edebba formare i suoi giovani con una scuola ed un’Università competitive, efficaci, efficienti e coerenti con i bisogni della realtà contemporanea
perché c’è bisogno di rimettere al centro del dibattito politico – in maniera quantomai “laica” - il tema della sicurezza, intesa come difesa collettiva dai fenomeni di criminalità grande e piccola, specie nelle aree urbane, assieme alla massima attenzione per l’efficienza e la modernizzazione urgente del sistema-giustizia, senza le quale ogni ricerca della sicurezza e di lotta alle organizzazioni criminali, vecchie e nuove, rischia di essere vanificata;
perché è urgente garantire ai cittadini la ricerca di una condizione sociale complessivamente più stabile e certa, nella quale tornino ad affermarsi in maniera “solida” il senso del dovere di tutti e di ciascuno, la gratificazione riconosciuta all’impegno e al merito, un giusto equilibrio tra diritti e doveri, la visione moderna dei compiti che certamente spettano ad uno Stato equo ed imparziale, all’interno del quale non possono esistere lavoratori di serie a e lavoratori di serie b;
perché nel Dna della cultura liberaldemocratica c’è da sempre la concezione di un’amministrazione pubblica “leggera”, ma e, allo stesso tempo, efficiente, moderna ed efficace, trasparente e rigorosa nell’impiego delle risorse pubbliche, capace di valorizzare e premiare la competenza la professionalità e il merito, fortemente impegnata a migliorare la qualità dei servizi e delle prestazioni pubbliche e a ridurre gli oneri burocratici e gli eccessi di regolazione, disposta a rinunciare ad intervenire laddove il privato può fare più presto, di più e meglio;
perché è chiaro che il futuro dello scenario mondiale sarà sempre più occupato da molti e diversi attori, e che le grandi scelte di politica estera del futuro non potranno farsi contrapponendo artificiosamente “più Europa” a “più Stati Uniti”, consapevoli come siamo che l’Unione Europea e gli Usa restano due pilastri fondamentali della politica mondiale accomunati da storia, principi di fondo e interessi.
Ecco perché sosteniamo la candidatura di Veltroni alla guida del partito democratico. Perché incarna, rappresenta e promuove quella spinta radicalmente innovatrice, modernizzatrice e riformista che al Paese necessita, che il Paese chiede e che il Paese vuole. Programma già reso noto da Veltroni nelle grandi linee dei suoi interventi, che noi condividiamo in pieno ed al quale intendiamo dare il nostro contributo di elaborazione politica al fine di rafforzarlo e completarlo.
L’Italia è ad un bivio cruciale: o compie un balzo in avanti, un colpo d’ala che ne rilanci crescita e sviluppo, o rischia di soccombere di fronte ai suoi principali competitori. Noi, liberaldemocratici, componente storica della vita italiana, siamo pronti a fare come sempre la nostra parte per costruire un Paese forte ed una nuova politica.
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