martedì 31 luglio 2007

Dini: intesa accettabile Adesso il Prc si fermi, non si cambia nulla

Corriere della Sera

21-07-2007

ROMA — «Io sto con Prodi». Lamberto Dini (nella foto) si schiera al fianco del presidente del Consiglio contro le proteste di Rifondazione comunista. «Franco Giordano afferma che vuole cambiar tutto in Parlamento ma se le cose vanno come dice lui allora non si va avanti» sostiene. In realtà al presidente della Commissione difesa del Senato l'accordo sulle pensione non piace moltissimo («ha alcune gravi pecche») ma recepisce il suo richiamo sulla copertura finanziaria. E per lui, considerato il padre della riforma del '95, questa è una bella soddisfazione. Anche perché l'ha spuntata contro le tesi portate avanti dalla sinistra più radicale. Cosa ne pensa dell'intesa governo-sindacati? «Risponde al requisito indispensabile che avevo chiesto. E cioè di coprire i minori risparmi determinati dalla rinuncia dello scalone con risorse individuate all'interno dello stesso sistema previdenziale. Certo sarebbe stata preferibile una maggiore equità nel reperire le risorse». Cioè? «La formula concordata sposta gran parte degli oneri dal lavoro dipendente a quello autonomo e parasubordinato, attraverso l'aumento di aliquote e contributi. E poi compie un esproprio delle pensioni più alte. In pratica colpisce coloro che hanno poca o nessuna, come gli stessi pensionati, voce in capitolo. Insomma non viene rispettata l'equità contributiva». Però nonostante ciò il suo commento è positivo? «C'è anche altro. Prima devo anche vedere come si risolverà la questione dei coefficienti affidata all'approfondimento di un'apposita commissione di esperti. Quale sarà il tasso di sostituzione, se al 60% o se alla fine non salterà fuori una clausola in grado di distruggere o di danneggiare il sistema contributivo». Ma promuove o boccia l'accordo? «L'accordo è accettabile politicamente. È un compromesso col quale possiamo convivere. Per il governo è il minimo denominatore possibile». Rifondazione comunista non sembra pensarla come lei... «Se le cose vanno come dice Giordano non si va avanti. Ma bisogna verificare se le sue parole solo belati al vento oppure reali prese di posizione in grado di avere seguito. In ogni caso l'accordo, come dice Prodi, non è modificabile e io sono con Prodi. Rifondazione, e non so se con loro ci saranno anche i comunisti italiani di Diliberto, rimarrà isolata» Anche il ministro Bonino sembra essere rimasta perplessa. Continua a condividere la sua posizione? «La Bonino come me ha sperato fino all'ultimo che all'interno dell'accordo e della riforma fosse posto il primo gradino per il rialzo della pensione di vecchiaia delle donne. Così non è stato. È un peccato perché in quel modo si sarebbero trovate le risorse senza spostare gli oneri su altre categorie di lavoratori. E avremmo evitato di dover agire nel futuro sotto la pressione della Ue che al riguardo ha aperto un'istruttoria contro l'Italia » . La riforma inciderà molto sull'impianto della legge Dini del 95%? «L'unica preoccupazione che ho è che si possa distruggere il sistema contributivo, che garantisce nel medio periodo la capitalizzazione dei contributi e l'equilibrio del sistema. Dà pensioni più basse ma le compensa con la previdenza complementare».

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