domenica 24 giugno 2007

L'unica soluzione: aprire al mercato

da Il Sole 24 Ore del 21 giugno 2007, pag. 13

di Franco Debenedetti




Per ragionare sulle vicende dell'estate 2005, che la pubblicazione di intercetta­zioni e verbali ripropongono alla no­stra attenzione, può tornar utile il "rasoio di Occam". Entia non sunt multiplicanda praeter necessitatem: la massima del filosofo fran­cescano vale anche per le spiegazioni dei fat­ti. Inventarne di complicate quando ce ne so­no di semplici a disposizione è più appassio­nante, ma è logicamente sbagliato.



Sotto il "rasoio" cade la teoria del com­plotto, quella per cui Antonveneta, Bnl, e Corriere sarebbero tre obbittivi di un uni­co disegno politico. Tesi tra l'altro contraddittoria, il miserando esito dimostrando semmai l'inconsistenza dei poteri che avrebbero dovuto realizzarlo: a differenza di 37 anni fa, questa volt a non c'erano neppu­re le guardie forestali.



Basta una spiegazione più semplice: il pre­giudizio politico-culturale della difesa dell'italianità delle imprese, in particolare delle banche. È su questo pregiudizio che Antonio Fazio ha costruito il suo sistema di potere, per cui gli assetti delle banche dove­vano conformarsi al suo "piano regolatore", e ogni operazione essere confidata a lui pri­ma che comunicata ai consigli di ammini­strazione. Escludere alcuni dal mercato. Comporta l'attribuire ad altri poteri derivan­ti non dai suoi meriti ma dal suo conformarsi alla volontà del regolatore. Il Governatore poteva consentire di aumentare le quote di possesso, mandare ispettori, autorizzare l’Opa: aveva il potere.



E la politica, che potere aveva? Anche quando non governa, la politica, ha il pote­re/dovere di valutare e di comunicare. Ma di quelle vicende, la politica non ha capito la portata: non la sinistra, oggi chiamata in causa, ma neppure la destra. Le frasi dei lea­der ds, proprio perché irrilevanti sul piano penale o deontologico, sono atti d'accusa per l'errore più grave per un politico: non avere capito che l'errore primario, l'esclu­sione arbitraria dal mercato di alcuni sog­getti a vantaggio di altri, distorceva il mer­cato e mortificava la politica. Quando si re­stringe il gioco al "quarticrino", i "furbetti" pensano di essere tutti dei George Soros. Quando si mortifica la politica, la si riduce a cercare un ruolo in giochi condotti da altri: il ruolo della mosca cocchiera.



Fassino e Bersani, andando da Fazio, rico­noscono che è lui quello che «giudica e man­da secondo ch'avvinghia». Non contestano il suo potere, e sanno che non hanno neppure potere sulle banche "vicine", Unipol e Mps, che tanto "vicine" non erano, se da anni man­davano a monte tutti i progetti di integrazione. I fatti economici pubblici, invece che valutazioni politiche, hanno prodotto polemiche interne, in particolare sulla vicenda Unipol-Bnl, strumentali alla definizione di rapporti di potere tra Margherita e Ds, o tra Ds e Ds, giocate sulla contrapposizione moralistica tra cooperazione buona a capitalismo catti­vo: finendo così per fare un sol fascio di vicen­de completamente diverse.



Che bisogno c'è di inventare complotti non riusciti, piani non materializzatisi, quan­do a spiegare basta un solo "motore immobile", il principio di protezione dell'italianità, e il potere che su quello aveva costruito il Governatore Fazio? C'erano già stati i casi Cirio e Parmalat, audizioni e discussioni sulla legge sul risparmio: ma per approvare la nuova disciplina antitrust e il mandato a termine del Governatore si dovettero superare resistenze coriacee: a destra del drappello di "fedelissimi" di Fazio, a sinistra di personaggi di primissimo piano, che lo difendevano perché «chi è nemico del mio nemico è mio amico». Anche nella vicenda Rcs siamo in presenza di una restrizione del mercato. I patti di sindacato sono meno ferrei delle "regole di vigilanza", richiedono la volontà concorde di i molte persone, e non quella monocratica del Governatore: ma è solo la vivacità della reazione a indicare che l'attacco di un outsider solitario alla rocca presidiata dal fior fiore del capitalismo italiano poteva avere una minima possibilità di successo. Entia non sunt multiplicanda: la massima vale per l'analisi della cause, vale anche per i problemi a cui porre rimedio. Che non sono le divulgazioni, ma le distorsioni dei mercati, i poteri che derivano a singoli soggetti o a intere categorie quando se ne escludono altri. Oggi che non è più Bankitalia a mettere vincoli a priori, a preoccupare sono certe iniziative del Governo: gli interventi, in Autostrade e in Telecom, per impedire operazioni cross border tra privati, le proposte di legge per conformare ai propri disegni le reti telefoniche e le aziende televisive, gli strumenti finanziari à controllo pubblico per intcrventi su infrastrutture.


Se vogliamo evitare che si ripetano i fatti che lamentiamo, non inventiamoci "enti" inutili, non divaghiamo verso altri bersagli. Se non vogliamo più scandalizzarci guardando dal buco della serratura, basterà non chiudere le porte.

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