sabato 14 aprile 2007

Il passato e il futuro del riformismo italiano

Da Il Riformista 14/4/07

di Giorgio Napolitano


Ci è comune, credo, l’assillo per i limiti e le incertezze che pesano sulle forze riformiste di ispirazione socialista nel nostro paese. Tra le vie da battere per reagirvi con successo, vediamo quelle suggerite dall’iniziativa di oggi: ripensamento e recupero di filoni vitali, di passaggi cruciali della storia politica e culturale della sinistra italiana, e insieme piena acquisizxione dell’orizzonte europeo, compenetrazione senza residui e remore con la realtà del socialismo europeo. La riflessione su Rosselli ci aiuta nell’un senso e nell’altro, se non isolata da un contesto più ampio.
Italia ed Europa, passato e presente. Quel che conta è liberarsi da vecchi e nuovi provincialismi, da miti e presunzioni che accreditarono le nostre anomalie come connotati positivi, “più avanzati”, della vicenda politica italiana, e anche da tendenze attuali alla proposizione di nostre difficili sperimentazioni e formule come modelli di innovazione politica per l’Europa. Siamo in grado, nel confronto con le altre forze socialiste, socialdemocratiche, laburiste europee, di valorizzare nostri apporti storici e di dare in questa fase contributi validi, ma senza pensare di poterci ritagliare soluzioni e collocazioni “speciali”. In quanto al passato, sentiamo di dover tornare su elaborazioni e discussioni di decenni precedenti nella sinistra italiana, non per il gusto di autoflagellazioni retrospettive, ma per l’esigenza di riacquisire nella loro ricchezza, non strumentalmente e fuori d’ogni ambiguità, anticipazioni e lezioni importanti.

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