Intervento pronunciato da Angelo Ghillani il 10 marzo 2007 al Congresso Provinciale Margherita DL
Questo nostro Congresso rappresenta una tappa fondamentale per superare una lunga fase di transizione politica iniziata negli anni 90. Margherita e DS hanno deciso di dar vita al Partito democratico. Dico subito io ci credo.
L’obiettivo che abbiamo oggi è quello costruire il partito nuovo dei riformisti ove valorizzare l’esperienza politica portata avanti in questi anni da tutti noi, riprendendo con forza e decisione il progetto originario contenuto nell’atto costitutivo della Margherita e cioè quello di rafforzare il prezioso percorso di integrazione tra culture, ed esperienze politiche, allargando gli orizzonti verso posizioni maggiormente riformatrici. Ho ascoltato con attenzione ieri, gli interventi di Alberto Squeri e Fausto Gandolfi e mi sento di affermare che la Margherita non ha fallito, ma rafforzerà le proprie radici all’interno del partito democratico. Non siamo spettatori di qualcosa calato dall’alto poiché siamo noi i protagonisti. Siamo infatti partecipi di uno storico avvenimento che, sono sicuro, influirà positivamente sulla vita nel nostro paese, attualmente segnata da una frammentazione politica, a causa dell’esistenza di numerosi gruppi.
La sfida di Ds e Margherita va esattamente in controtendenza: in questi anni, molti si sono divisi, e hanno costituito nuove forze politiche, per capitalizzare al meglio le rendite di posizione. Noi invece abbiamo il desiderio di unirci per dar vita ad un soggetto politico nuovo, che raggrupperà due delle anime principali che hanno contribuito alla ripresa del paese dopo la seconda guerra mondiale : quella socialista, e quella cattolica democratica
Questo processo, appare oggi un passaggio naturale e non più rimandabile principalmente per due ragioni storiche.
1) Il socialismo nel 2007 è quello della III via laburista di Blair, e di conseguenza ha subito un vero e proprio mutamento genetico dalle origini, e oggi si è avvicinato alla democrazia liberale, cattolica
2) L’unità dei cattolici è finita da tempo e, nonostante qualche rigurgito, non può più essere ricostruita sotto le insegne di un unico partito.
Il Partito democratico, mettendo insieme queste grandi tradizioni politiche, riformiste e democratiche, guarderà con spirito diverso i nuovi problemi dati dalla globalizzazione, perché le complessità attuali, devono essere governate oltre che da strumenti politici nuovi, da una nuovo rapporto tra politica e cittadini.
Se ci pensiamo bene, infatti ci accorgiamo che il Partito democratico ormai esiste da qualche tempo, ed è formato da tutti quei cittadini che in ogni occasione hanno detto di preferire una entità politica più ampia, rispetto alle dimensioni più limitate di un partito, come ogni elezione dal 1996 ad oggi ha dimostrato. Pensiamo solo al risultato della lista unitaria dell’Ulivo alle elezioni politiche della scorsa primavera che ha superato di svariati punti la somma delle percentuali raccolte singolarmente da DS e Margherita al Senato
Per coinvolgere queste persone quindi, dovremo mettere a disposizione di tutti, in particolar modo dei giovani e delle donne, percorsi di approfondimento e partecipazione tornando alla formazione politica continua, soprattutto per i giovani.
Dobbiamo rafforzare la valenza del partito in modo che sia un luogo di discussione aperto, ove vengono messe a punto idee nuove e progetti ambiziosi, per aggregare, e per interpretare e rispondere alle paure e alle legittime aspirazioni della gente .
Alberto ieri ha citato Pezzotta come fautore della mitezza in quanto virtù in politica. Io condivido tenedo a precisare che mitezza non vuol dire essere moderati, ma essere prudenti, pazienti, e ricercare la mediazione. Dobbiamo stare attenti a questo poiché a breve qualcuno verrà a raccontare che i moderati stanno da una parte politica. Come sosteneva Silvio Bisotti nella sua relazione, occorre ritornare al vero senso della politica, in quanto oggi spesso è soffocata dall’immagine, dalla pubblicità e insegue logiche di mera ricerca del consenso e di inutile contrapposizione ideologica.
Credo che questa sia veramente il nostro impegno futuro.
Oggi dobbiamo essere consapevoli che dovremo procedere ad una operazione di ampio respiro, che richiederà, un grande sforzo per costruire veramente un modello politico diverso da quelli passati, tenendo conto che su questo passaggio ci giochiamo una buona fetta di credibilità. Mi rendo conto dei rischi che corriamo, però credo che data la portata dell’avvenimento occorra veramente gettare il cuore oltre l’ostacolo
Se il percorso di costruzione del Partito Democratico sarà fatto di partecipazione, di dibattito tra i diversi modi di fare politica, allora credo che riusciremo davvero a creare un partito nuovo, plurale, che possa durare veramente a lungo e dove le ns radici, la ns Margherita, possa trovare nuovo vigore.
Venendo poi alla collocazione europea del nuovo soggetto mi pare che PSE non possa rappresentare tutti. Se proprio si ritiene indispensabile avere un “tetto” anche in Europa allora bisogna darsi l’ambizione, di costruire un gruppo politico a parte.
La collocazione del nuovo partito è un aspetto importante come sarà importante per rafforzarne la valenza politica, arrivare ad una nuova legge elettorale.
Siamo penso tutti d’accordo sulla necessità di una nuova legge, e tutti ne comprendono l’urgenza, ma è singolare constatare che l’attuale legge è stata varata solo un anno fa, dal governo di centro destra, alla vigilia della competizione elettorale, con i soli voti della allora maggioranza, senza una condivisioni di intenti con il centro sinistra. Essa doveva servire solamente, come poi sta avvenendo in questi giorni, a mettere in difficoltà chi avrebbe vinto le elezioni, e quindi, il governo Prodi.
Questa legge definita da colui che l’ha promossa “una porcata”, unitamente ad una bizzarra riforma della costituzione, poi respinta in modo convinto nel passaggio referendario dell’anno scorso, ci fa vedere il vero volto della coalizione di centro destra, che tende più a distruggere e a perseguire gli interessi di parte, che a costruire e rinnovare il nostro paese.
Per questo motivo, il centro sinistra ha la responsabilità di rilanciare la propria azione, avendo la consapevolezza di poter fare le riforme che servono.
La Margherita di Piacenza, affronta questa fase congressuale in modo unitario, e l’unità raggiunta non è di semplice facciata, ma è stata costruita in modo convinto, in riferimento agli obiettivi che abbiamo davanti. In primo luogo, come detto, la costruzione del Partito Democratico, e a livello locale, dar vita alla lista unitaria dell’Ulivo per riconfermare il centro sinistra alla guida della nostra città per i prossimi anni.
Il nostro Sindaco Roberto Reggi e la giunta comunale, hanno lavorato bene, in questi cinque anni sono state fatte tantissime cose, e la città è cambiata in modo positivo. La testimonianza di quanto fatto appare anche nelle graduatorie che periodicamente mettono a confronto le varie realtà locali.
L’ultima classifica predisposta da “Italia Oggi” colloca la nostra città addirittura al quarto posto in Italia per qualità della vita, preceduta solo da Reggio Emilia, Trieste e Siena. Questi risultati sono stati conseguiti anche per merito della particolare determinazione del sindaco Roberto Reggi a perseguire la realizzazione degli impegni assunti con i cittadini di Piacenza al momento della sua elezione.
Governare Piacenza non è una cosa facile; noi piacentini talvolta tendiamo a piangerci addosso. L’amministrazione uscente ci ha invece insegnato una cosa fondamentale : con l’impegno e la grande voglia di fare si possono ottenere risultati importanti anche in una città per tradizione un po’ chiusa in se stessa.
Oggi Piacenza può guardare al futuro senza complessi di inferiorità in quanto ha maturato esperienze positive, da trasmettere ad altre realtà locali. Pensiamo solo al grande lavoro di preparazione e di elaborazione di Vision 2020, dove tutti gli attori del mondo economico, sociale, istituzionale di Piacenza hanno provato a delineare quello che sarà il nostro territorio provinciale nel futuro, ricavandone numerosi progetti interessanti da attuare.
L’azione amministrazione di Roberto Reggi quindi oltre a rilanciare in modo deciso la città, ha posto le basi per realizzare, come ci auguriamo tutti, un ulteriore salto di qualità nel prossimo mandato amministrativo. Nei prossimi anni, oltre a mantenere all’alta l’attenzione verso le problematiche del sociale, come in questi anni occorrerà, a mio modesto avviso, affrontare in modo organico temi quali l’ambiente e lo sviluppo economico.
Concludo con una considerazione sul nostro coordinatore. Silvio ha lavorato bene in questi due anni, ha consolidato la Margherita su tutto il territorio provinciale e ha portato avanti una proficua attività con gli alleati, volta sempre a mantenere l’unità della coalizione. Se il nostro partito oggi ha acquisito autorevolezza, lo dobbiamo principalmente alle sue lucide qualità di analisi e di proposizione politica. Avrà tutto il mio appoggio e, penso, quello di tutti Voi.
Grazie.
Angelo Ghillani.
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