Intervento pronunciato da Mario Angelillo il 10 marzo 2007 al Congresso Provinciale Margherita DL
Care amiche, cari amici
La celebrazione di questo congresso ci chiama ad esprimerci sul progetto di costituzione del Partito Democratico.
Dichiariamo subito che condividiamo l’obbiettivo e la necessità di raggiungerlo,
La formazione di un nuovo soggetto politico, può, rappresentare quel salto di qualità di cui la società italiana ha bisogno per dare compiutezza alla riforma del sistema politico e per dare forza e massa critica per una alternativa riformista, meno condizionabile dalla sinistra radicale e che contribuisca a semplificare il quadro politico provvedendo alla revisione della legge elettorale ponendo i necessari sbarramenti consenta anche ai cittadini di poter scegliere i propri rappresentanti parlamentari.
Nella formazione della Margherita si sono ritrovate le forze dell’impegno politico riformista dei cattolici, dei democratici, dei liberali, degli ambientalisti,
e nei nostri documenti costitutivi è affermato :” Le regole del maggioritario impongono invece e sempre di più l’obiettivo di partecipare con piena dignità ad uno schieramento ampio e compatto che sicuramente per noi ha un’identità ed nome precisi: l’Ulivo, ma che potrà anche ampliarsi a condizione di non dover operare rinunce sostanziali sul piano valoriale e programmatico.”
Chiarito che c’è un obbiettivo comune, ci sentiamo di osservare che il cammino verso la costituzione del Partito Democratico non è così semplice.
L’entusiasmo (apprezzabile) di chi tra noi, la considera cosa già fatta rischia di creare delle aspettative che se non trovassero immediato riscontro potrebbero provocare altrettanta delusione.
Diciamo questo non perché vogliamo viaggiare con il freno a mano tirato a fini deterrenti , ma perché le nostre esperienze e convinzioni politiche ci suggeriscono un diverso approccio; in primo luogo perché ci sono questioni che dovranno trovare valide soluzioni e nella ricerca proprio di queste soluzioni ci sarà tutto il nostro impegno.
Ogni giorno i nostri rappresentanti nazionali spiegano e le ragioni a favore della costituzione del Partito Democratico e le esigenze di coloro che volendo aderire in qualità di cattolici democratici ci tengono a non dover affrontare rinunce sostanziali sul piano valoriale e programmatico.”
Ecco che allora la collocazione a livello Europeo del nuovo partito assume una sua importanza, anche la collaborazione e lo spirito tra i militanti gli organi dei partiti devono essere diversi, poiché un vero partito nasce dal basso non dalle segreterie nazionali altrimenti il rischio sarebbe quello di mettere insieme due debolezze non due o più forze sia a livello nazionale quanto a quello locale.
Ci sono ancora segnali contrastanti nel confronto tra i militanti e le segreterie. Mentre si assiste a volte ad una piena sintonia nelle scelte di ampio respiro, resistenze e incomprensioni e senso di appartenenza però riaffiorano in altre occasioni; ne sono ad esempio le difficoltà che si riscontrano nelle scelte fatte e da fare in occasione delle elezioni amministrative in vari comuni della nostra provincia dove il nepotismo partitico permane.
Inoltre ,
si attendono ancora segnali che vadano a sanare gli squilibri degli attuali assetti dell’Ente Provincia oltre ad una opportuna verifica programmatica.
Riteniamo che il nuovo partito debba essere una nuova opportunità per tutti gli uomini e le donne del nostro paese per un rinnovato interesse e perchè no, impegno, verso la politica e verso il partito democratico, convinti come siamo che i partiti sono e restano i soggetti primari della scena politica.
E sono proprio l’identità e le prospettive del nuovo soggetto politico che richiederanno uno sforzo che ponga al centro dell’attività una grande disponibilità al confronto e al dibattito interno. Infatti le storie politiche diverse che caratterizzeranno le motivazioni di tanti aderenti, ma soprattutto l’esigenza di far nascere un soggetto politico unitario e coeso, esigono un metodo che sappia praticare una corretta dialettica interna ma anche assumere decisioni comuni.
La vera sfida è quella di trovare un equilibrio che sappia coniugare il massimo di partecipazione con il doveroso senso di responsabilità che richiede di volta in volta decisioni chiare rapide e in certi casi coraggiose.
Cari amici ed amiche siamo oggi chiamati anche a rinnovare i nostri organi di partito, e questo avviene anche in prossimità delle elezioni per il rinnovo di alcune Amministrazioni Locali tra le quali quelle di Piacenza Comune capoluogo.
In questi anni, dal precedente congresso in poi , in più occasioni abbiamo manifestato le nostre criticità quanto sulla conduzione del partito a livello locale, quanto sulla conduzione amministrativa del Comune di Piacenza .
Non abbiamo gradito in termini politici alcune decisioni , scelte e non scelte operate dalla segreteria che hanno evidenziato una carenza di fondo: la mancata ricerca della condivisione.
A parte un riconoscibile impegno personale del Segretario per promuovere più iniziative su temi locali e nazionali nell’intento di dare visibilità al partito, per il resto l’attività degli uffici è rimasta carente.
Ed anche a livello nazionale specie in occasione della costruzione della legge finanziaria il partito sembrava assente e non più rappresentativo di qualcuno o qualcosa. Solo il buon Fassino si faceva certe domande.
Il solo scopo delle nostre criticità è ed era quello di provocare una riflessione su quello che poteva essere un immiserimento propositivo e rappresentativo della Margherita.
Come non ci siamo risparmiati nell’osservare che “tempi e modi” dell’azione amministrativa de Comune capoluogo potevano essere diversi, più coinvolgenti dei gruppi consiliari evitando così distinguo che renderanno meno facile la campagna elettorale.
Ma riconosciamo anche che nel complesso l’azione amministrativa ha inciso e come sulla nostra città in termini positivi ma soprattutto ha attuato il programma.
Contiamo che l’esperienza acquisita da Roberto Reggi insieme ad un suo impegno a dosare il decisionismo che lo contraddistingue e a metterci del suo per correggere un sistema che da ampi poteri alla Giunta (che in alcuni casi ha peccato di autoreferenzialità) e al Sindaco relegando il Consiglio Comunale a soggetto che ratifica le decisioni, insieme alla consapevolezza che questa città, nel Sindaco Reggi trovi e possa trovare sempre più l’impegno a essere il soggetto che unisce le forze vive ed economiche tutelando attraverso l’azione amministrativa quelle più deboli.
Cari amici la coincidenza degli avvenimenti attuali e prossimi pongono il partito e la coalizione di centro sinistra sotto i riflettori della opinione pubblica che ci guarda e ci giudica, ed una classe dirigente autonoma propositiva ma anche critica nel partito, deve saper cogliere quando i momenti della politica richiedono senso di responsabilità e dimostrazione di coerenza e senso di appartenenza.
Questo è uno di quei momenti.
E’ per questo che intendiamo dare a questo congresso una risoluzione unitaria aderendo al documento unico nazionale e non opponendo a Silvio Bisotti alcuna alternativa ed offrendo a Roberto Reggi l’impegno a sostenerlo perché lo stesso impegno dato nel 2002 non rimanga un ricordo ma si riproponga come una viva realtà.
Grazie
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