Europa
MARGHERITA Tra oggi e domenica in quasi tutte le regioni. Senza accordo nazionale
30-03-2007
È il week end dei congressi, questo, per la Margherita. Nel giro di qualche giorno, tra oggi e domenica, tutte le regioni (tranne Liguria e Friuli Venezia Giulia che si aggiungeranno presto, e Lombardia, Val d’Aosta e Molise che hanno appena provveduto) eleggeranno il nuovo coordinatore e i delegati al congresso nazionale. Il quadro variegato della vigilia è descritto qui assai diffusamente. Quale sarà realmente il clima nelle varie assemblee è più difficile da dire, tenuto conto del clima teso tra le varie componenti a livello centrale. Dopo le polemiche aspre della scorsa settimana tra gli ex popolari e Francesco Rutelli, gli ultimi giorni sono stati caratterizzati da un silenzio quasi totale. Un po’ è stato perché il dibattito politico era dominato dal voto del senato sull’Afghanistan e dai disastri di Berlusconi e Fini. Ma è anche vero che tutti i “contendenti” diellini hanno pensato, su questo concordemente, che fosse bene far decantare un po’ la situazione. Così anche se, come sempre in questi casi, il lavoro dei pontieri non si è mai fermato, in questa settimana non ci sono state vere e proprie riunioni o vertici tra i big della Margherita. A via delle Fratte si conferma solo lo svolgimento di generici «contatti ». Il risultato è che i congressi di questo fine settimana si svolgeranno senza avere alle spalle un accordo nazionale. Il che non significa che non verranno rispettati alcuni criteri di riequilibrio tra le componenti su cui è stato possibile trovare l’accordo in sede locale. Il risultato dovrebbe rispettare le previsioni sia in Emilia Romagna, dove sarà probabilmente riconfermato il parisiano Marco Monari, che in Piemonte e Veneto, dove hanno le maggiori chances alla vigilia due dirigenti vicini a Rutelli come Gianluca Susta e Diego Bottacin. Il Lazio invece è la grande incognita di questo fine settimana: lì potrebbe essere con ta vera. A meno che, ma i bene informati giudicano improbabile la cosa, non abbiano prodotto novità i colloqui che potrebbero essersi svolti ieri, sull’aereo che li riportava a Roma dopo i funerali di Nino Andreatta, tra diversi big della Margherita tra cui Franco Marini e lo stesso Rutelli. Che il clima non sia poi migliorato di molto lo prova il fatto che fino a ieri sera la battaglia è proseguita sul terreno dell’informazione: se ambienti vicini al leader del partito davano per tramontata l’idea di presentare anche negli altri congressi ordini del giorno come quello approvato in Lombardia, che chiedono di trasferire all’assemblea federale i poteri del congresso, fonti popolari smentivano con forza: gli ordini del giorno ci saranno, eccome. Basterà attendere qualche ora per sapere la verità. Da lunedì invece si ricomincerà a pensare a come arrivare all’appuntamento del 20 aprile a Cinecittà. L’obiettivo è trovare una soluzione condivisa entro giovedì 12, giorno in cui è convocata la direzione della Margherita. I popolari insistono affinché Rutelli garantisca di essere il leader di tutto il partito e non solo di una parte, evitando di alimentare contrapposizioni, e una gestione più collegiale. Il vicepremier a sua volta rifiuta soluzioni che lo facciano apparire un presidente di minoranza.
Chiara Geloni
Nessun commento:
Posta un commento