venerdì 2 febbraio 2007

Un segnale per la sinistra massimalista

Intervento di Carlo Annoni

La vicenda paradossale che ha visto l'opposizione votare e riuscire ad approvare una mozione favorevole al governo, contro una mozione della maggioranza piena di distinguo e condizioni, non può essere considerato un mero incidente di passaggio.
L'argomento, la politica estera, non è forse tra quelli percepiti come prioritari dagli elettori, e la questione specifica relativa all'ampliamento di una base USA, lo è ancor meno. Tra l'altro è qualcosa che non sta scritto nel programma, come per altro capiterà a tutte le crisi che potranno verificarsi nel futuro.
Ma qualcosa è successo.
Non penso ad alcunchè di epocale, poichè stante le attuali condizioni, è assai improbabile ci siano altre maggioranze in vista.
Ma qualcosa è successo. Il segnale che il voto di alcuni esponenti riformisti della maggioranza ha mandato alla sinistra massimalista è chiaro e rimanda al fatto che a fronte dei diktat massimalisti potrebbero esistere, in un futuro non definito, altre alternative.
Sappiamo che questo non è vero... oggi, con questo sistema elettorale e con l'attuale leadership della destra.
Farebbero comunque bene i nostri alleati massimalisti a pensare che quello che oggi non è possibile, non possa divenire praticabile domani.
Berlusconi è un leader 2 volte sconfitto, ha 70 anni e la sua leadership indiscussa è un segno di debolezza della sua parte, non di forza. Intanto incombe un referendum dagli effetti potenzialmente devastanti sull'attuale sistema elettorale.
Si dovrebbe iniziare a capire che a tirare troppo la corda ci si potrebbe poi trovare a pagarne le conseguenze.
Oggi non è successo niente di irreparabile per la maggioranza, e anche se non per amore la maggioranza terrà per necessità. Questo deve essere chiaro, ma da oggi qualcosa è cambiato.

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