venerdì 2 febbraio 2007

Angelillo: gestito male il "Reggi-bis"

LIBERTA' di venerdì 2 febbraio 2007 > Piacenza

L'esponente della Margherita critica l'Unione ma assicura: non esco

«Assolutamente no». Di propositi di rottura, di fuoriuscita dalla Margherita (Dl) in altre parole, non ne ha in mente Mario Angelillo; e tuttavia qualche sassolino dalle scarpe ha messo in conto di toglierselo prima o poi (più prima che poi pare di capire). Per esprimere un disagio che la sua parte politica - ossia la minoranza interna, che Angelillo guida dall'ultimo congresso provinciale in cui si presentò da segretario uscente, sconfitto nel tentativo di "bis" dall'attuale leader Silvio Bisotti - nutre rispetto alla presente fase di confronto pre-elettorale all'interno dell'Unione, nodo della ricandidatura-Reggi compreso.
Nessun proposito di rottura, ma «un problema di quelli che io ritengo essere i fondamentali della politica», spiega Angelillo, «è una posizione nota all'interno della Margherita perché è l'unico partito che frequento, ma non riguarda assolutamente né defezioni, né altro del genere». Dunque «sgombriamo il campo dall'essere con o contro Reggi, né è in discussione la bontà del lavoro dell'amministrazione comunale», chiarisce l'ex segretario diellino che però molto oltre non va «perché la materia è delicata e potrebbe prestarsi a strumentalizzazioni, preferisco andarci piano».
Nell'arco di qualche giorno tutto potrebbe diventare più esplicito con un intervento pubblico o qualcosa del genere che è nell'aria, per ora quel che si coglie tra le righe di quei «fondamentali della politica a cui», secondo Angelillo, «il tavolo dell'Unione non si sta attenendo», è un disaccordo sul metodo con cui nella coalizione si sta gestendo la partita elettorale, su come, in particolare, vengono affrontate le posizioni critiche rispetto al "Reggi-bis". È probabile che Angelillo giudichi semplicistica la linea della Margherita, oltreché di Ds e Prc, che liquidano come personalismi strumentali le "fronde" emerse nel centrosinistra da parte di esponenti come Pietro Tansini (Italia dei Valori), Gianni D'Amo (Ds), Sandro Miglioli (Piacentini Uniti), Stefano Pareti (Sdi). È un supplemento di discussione e di sforzo di coinvolgimento che verrebbe richiesto, al fine di ricompattare la coalizione attorno alla candidatura del sindaco uscente.
Un taglio propositivo dunque, seppur con una sottesa venatura critica al "Reggi-bis" per come è stato preparato sin qui dai leader dell'Unione, quello che Angelillo e il suo gruppo avrebbe in animo di manifestare. Gruppo che come esponenti di maggior spicco dovrebbe annoverare (il condizionale è d'obbligo in questa fase di avvicinamento alle elezioni in cui le posizioni risultano in mutevole assestamento) l'assessore Alberto Squeri (commercio e cultura) e il consigliere comunale Massimo Silva. Quest'ultimo, in aggiunta, avrebbe a cuore l'approvazione, prima della scadenza del mandato, del nuovo regolamento della polizia municipale che rischia invece di scivolar fuori dall'agenda.

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