lunedì 12 febbraio 2007

Rinnovabili ed efficienza energetica sfide da vincere per salvare il pianeta

da La Repubblica - Affari e Finanza del 12 febbraio 2007, pag. 40

di Antonio Cianciullo




La necessità del rilancio delle rinno­vabili e del risparmio energetico è scritta in due numeri. Il primo è l'aumento di oltre il 20 per cento, nel­l'ultimo decennio, delle emissioni di anidride carbonica: un trend che, se­condo l'Iea (International Energy Agency) è destinato ad accelerare visto che i consumi di energia raddoppieran­no entro il 2050. Il secondo numero è stato indicato dai 2.500 scienziati che fanno parte dell'Intergovernamental Panel on Climate Change (Ipcc), la task force messa in piedi dalle Nazioni Uni­te. Pochi giorni fa a Parigi gli esperti Onu hanno messo nero su bianco la stima per 1'aumento di temperatura consi­derato più probabile nel corso del ven­tunesimo secolo: 3 gradi, uno sbalzo cli­matico carico di conseguenze catastrofiche.



Tenere assie­me crescita economica, stabilità sociale e atmosfera vi­vibile richiede un'equazione molto difficile. Ma non impos­sibile. La base della soluzione proposta dalla maggior parte dei tecnici è un salto tecnologi­co che consenta di produrre di più consuman­do di meno: si tratta di aumen­tare l'intensità energetica, cioè l'efficien­za, la resa pro­duttiva per unità energeti­ca impiegata. E il secondo in­grediente è l'aumento del­le fonti rinno­vabili. L'Unio­ne europea ha indicato il tra­guardo irrinunciabile del 20 per cento di rinnovabili entro il 2020 e al suo interno c'è chi insiste per spostare l'asticel­la verso l'alto puntando al 30 per cento.



Secondo Energy Revolution: A sustainable World Energy Outlook, un rapporto reso noto nei giorni scorsi da Greenpeace e da Erec (European Renewable Energy Council), investendo in misure di efficienza nell'edilizia, nell'industria e nei trasporti, nel 2050 le rinnovabili potrebbero fornire il 75 per cento dell'elettricità garantendo la progressiva eliminazione delle fonti fossi­li e del nucleare. Inoltre le rinnovabili (biomasse, collettori solari e geotermico) potrebbero dare un contributo signi­ficativo nel campo del riscaldamento portando la loro quota complessiva al 65 per cento entro il 2050. Lo studio di Greenpeace ed Erec evidenzia il ruolo crescente dell'energia solare: l'industria fotovoltai­ca sarà in grado di creare oltre 2 milioni di posti di lavoro en­tro il 2020 e diventerà una ve­ra alternativa ai combustibili fossili per tutti i consumatori. Entro quella data, il 2,5 per cento dei consumi mondiali di energia elettrica saranno coperti dall'e­nergia solare fotovoltaica, che salirà al 16 per cento nel 2040. Ma per raggiun­gere questo obiettivo, sottolineano tutti gli operatori economici, il mercato ha bisogno di un quadro normativo certo, di politiche stabili e di regole chiare. Fi­nora, ad esempio, i costi sociali, am­bientali, produttivi e sanitari derivanti dall’inquinamento prodotto dai combu­stibili fossili sono sfuggiti alla contabilità: restano una voce segnata in rosso a carico dei singoli cittadini e delle am­ministrazioni pubbliche che non influi­sce sui prezzi dei carburanti e sui profit­ti delle aziende che li vendono.



Ma tra le misure richieste per rendere più trasparente il mercato non c'è solo la contabilizzazione del danno prodotto dai combustibili fossili. E' anche ne­cessario un salto di qualità nell'infor­mazione, nel marketing, nella pubbli­cità: la qualità ambientale del prodotti deve diventare sempre più evidente­mente parte integrante del bene in ven­dita.



Un primo passo in questa direzione è venuto dalla decisione di rendere obbli­gatoria la certificazione dei consumi energetici degli edifici: scatterà, in caso di compravendita dell'intero immobile, dal prossimo primo luglio per gli edifi­ci superiori ai mille metri quadrati; mentre, dal primo luglio 2008, lo stesso obbligo riguarderà gli edifici sotto i mil­le metri quadrati, sempre in caso di com­pravendita dell'intero immobile; dal primo luglio 2009, infine, l'etichetta energetica diventerà obbligatoria anche per vendere un singolo appartamento. E nei nuovi edifici almeno la metà del fab­bisogno di acqua calda dovrà essere ot­tenuta usando il solare termico, una tecnologia ormai matura che in Germania ha una diffusione dieci volte superiore rispetto all'Italia. In questo modo, ol­tretutto, si creerà un mercato di 400-500 mila metri quadrati di pannelli solari l'anno che darà all'Italia la possibilità di correre in un settore in grado di produrre fatturati consolidati.



L'obiettivo dell'efficienza energeti­ca viene sottolineato con forza anche da Confindustria. Secondo il vicepresi­dente Pasquale Pistorio, si può raggiun­gere un traguardo impegnativo: ogni anno il 2 per cento di energia inquinan­te in meno e 1' 1-2 per cento di fonti pu­lite in più. Ad esempio se tutti i motori elettri­ci installati nel­le imprese ve­nissero sosti­tuiti con motori ad alta efficien­za, si potrebbe risparmiare il 7 per cento del­l'intero consu­mo elettrico italiano.



Una direzio­ne di marcia in­dicata anche da un recente stu­dio dell'Anaci, l'associazione degli ammini­stratori condo­miniali. Secon­do l'Anaci, la contabilizza­zione del calore resa obbligato­ria per i condominii di nuova costruzione permetterà un risparmio si­gnificativo sia in termini ambientali che in termini di por­tafoglio. Il cal­colo è presto fatto. In ogni appartamen­to in Italia i termosifoni restano accesi in media per 300 ore l'anno senza che vi sia nessuno all'interno. Considerato che gli appartamenti condominiali in Italia sono quasi 10 milioni e che 6 su 10 fanno parte di condomini con vecchi impianti centralizzati, si può affermare che nel nostro paese vengono disperse 1.800 milioni di ore di riscaldamento l'anno.


Sostituendo le vecchie caldaie con­dominiali centralizzate, che non con­sentono agli inquilini di scegliere quan­do e quanto riscaldare la propria abita­zione, con le valvole conta calore che hanno un costo ammortizzabile in pochi anni e permettono a ognuno di decidere in base alle proprie esigenze gli orari in cui accendere i termosifoni pagando so­lo per il calore che consuma, si risparmierebbe una cifra non indifferente: ogni ora di ri­scaldamento costa in media 0,36 euro, perciò oltre al dan­no ecologico vengono disper­si in tutto 648 milioni di euro. Finora solo il Comune di Torino ha già stabilito che dal 2010 è obbligatoria 1 ' installa­zione delle valvole conta calore in tutti i condomini con l'impianto centralizza­to. Ma nel complesso il mercato italia­no comincia a muoversi. Enel, dopo aver investito 1,6 miliardi di euro nelle energie alternative nell'ultimo quin­quennio, ha pianificato ulteriori inve­stimenti su geotermia, eolico e solare e nuove tecnologie a basso impatto am­bientale per 4,1 miliardi di euro nei prossimi 5 anni. Ed Emma Marcegaglia e Marina Salamon hanno appena creato un'azienda che produrrà ogni anno pannelli solari in grado di generare 15 megawatt di elettricità.

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