da La Repubblica - Affari e Finanza del 12 febbraio 2007, pag. 40
di Antonio Cianciullo
La necessità del rilancio delle rinnovabili e del risparmio energetico è scritta in due numeri. Il primo è l'aumento di oltre il 20 per cento, nell'ultimo decennio, delle emissioni di anidride carbonica: un trend che, secondo l'Iea (International Energy Agency) è destinato ad accelerare visto che i consumi di energia raddoppieranno entro il 2050. Il secondo numero è stato indicato dai 2.500 scienziati che fanno parte dell'Intergovernamental Panel on Climate Change (Ipcc), la task force messa in piedi dalle Nazioni Unite. Pochi giorni fa a Parigi gli esperti Onu hanno messo nero su bianco la stima per 1'aumento di temperatura considerato più probabile nel corso del ventunesimo secolo: 3 gradi, uno sbalzo climatico carico di conseguenze catastrofiche.
Tenere assieme crescita economica, stabilità sociale e atmosfera vivibile richiede un'equazione molto difficile. Ma non impossibile. La base della soluzione proposta dalla maggior parte dei tecnici è un salto tecnologico che consenta di produrre di più consumando di meno: si tratta di aumentare l'intensità energetica, cioè l'efficienza, la resa produttiva per unità energetica impiegata. E il secondo ingrediente è l'aumento delle fonti rinnovabili. L'Unione europea ha indicato il traguardo irrinunciabile del 20 per cento di rinnovabili entro il 2020 e al suo interno c'è chi insiste per spostare l'asticella verso l'alto puntando al 30 per cento.
Secondo Energy Revolution: A sustainable World Energy Outlook, un rapporto reso noto nei giorni scorsi da Greenpeace e da Erec (European Renewable Energy Council), investendo in misure di efficienza nell'edilizia, nell'industria e nei trasporti, nel 2050 le rinnovabili potrebbero fornire il 75 per cento dell'elettricità garantendo la progressiva eliminazione delle fonti fossili e del nucleare. Inoltre le rinnovabili (biomasse, collettori solari e geotermico) potrebbero dare un contributo significativo nel campo del riscaldamento portando la loro quota complessiva al 65 per cento entro il 2050. Lo studio di Greenpeace ed Erec evidenzia il ruolo crescente dell'energia solare: l'industria fotovoltaica sarà in grado di creare oltre 2 milioni di posti di lavoro entro il 2020 e diventerà una vera alternativa ai combustibili fossili per tutti i consumatori. Entro quella data, il 2,5 per cento dei consumi mondiali di energia elettrica saranno coperti dall'energia solare fotovoltaica, che salirà al 16 per cento nel 2040. Ma per raggiungere questo obiettivo, sottolineano tutti gli operatori economici, il mercato ha bisogno di un quadro normativo certo, di politiche stabili e di regole chiare. Finora, ad esempio, i costi sociali, ambientali, produttivi e sanitari derivanti dall’inquinamento prodotto dai combustibili fossili sono sfuggiti alla contabilità: restano una voce segnata in rosso a carico dei singoli cittadini e delle amministrazioni pubbliche che non influisce sui prezzi dei carburanti e sui profitti delle aziende che li vendono.
Ma tra le misure richieste per rendere più trasparente il mercato non c'è solo la contabilizzazione del danno prodotto dai combustibili fossili. E' anche necessario un salto di qualità nell'informazione, nel marketing, nella pubblicità: la qualità ambientale del prodotti deve diventare sempre più evidentemente parte integrante del bene in vendita.
Un primo passo in questa direzione è venuto dalla decisione di rendere obbligatoria la certificazione dei consumi energetici degli edifici: scatterà, in caso di compravendita dell'intero immobile, dal prossimo primo luglio per gli edifici superiori ai mille metri quadrati; mentre, dal primo luglio 2008, lo stesso obbligo riguarderà gli edifici sotto i mille metri quadrati, sempre in caso di compravendita dell'intero immobile; dal primo luglio 2009, infine, l'etichetta energetica diventerà obbligatoria anche per vendere un singolo appartamento. E nei nuovi edifici almeno la metà del fabbisogno di acqua calda dovrà essere ottenuta usando il solare termico, una tecnologia ormai matura che in Germania ha una diffusione dieci volte superiore rispetto all'Italia. In questo modo, oltretutto, si creerà un mercato di 400-500 mila metri quadrati di pannelli solari l'anno che darà all'Italia la possibilità di correre in un settore in grado di produrre fatturati consolidati.
L'obiettivo dell'efficienza energetica viene sottolineato con forza anche da Confindustria. Secondo il vicepresidente Pasquale Pistorio, si può raggiungere un traguardo impegnativo: ogni anno il 2 per cento di energia inquinante in meno e 1' 1-2 per cento di fonti pulite in più. Ad esempio se tutti i motori elettrici installati nelle imprese venissero sostituiti con motori ad alta efficienza, si potrebbe risparmiare il 7 per cento dell'intero consumo elettrico italiano.
Una direzione di marcia indicata anche da un recente studio dell'Anaci, l'associazione degli amministratori condominiali. Secondo l'Anaci, la contabilizzazione del calore resa obbligatoria per i condominii di nuova costruzione permetterà un risparmio significativo sia in termini ambientali che in termini di portafoglio. Il calcolo è presto fatto. In ogni appartamento in Italia i termosifoni restano accesi in media per 300 ore l'anno senza che vi sia nessuno all'interno. Considerato che gli appartamenti condominiali in Italia sono quasi 10 milioni e che 6 su 10 fanno parte di condomini con vecchi impianti centralizzati, si può affermare che nel nostro paese vengono disperse 1.800 milioni di ore di riscaldamento l'anno.
Sostituendo le vecchie caldaie condominiali centralizzate, che non consentono agli inquilini di scegliere quando e quanto riscaldare la propria abitazione, con le valvole conta calore che hanno un costo ammortizzabile in pochi anni e permettono a ognuno di decidere in base alle proprie esigenze gli orari in cui accendere i termosifoni pagando solo per il calore che consuma, si risparmierebbe una cifra non indifferente: ogni ora di riscaldamento costa in media 0,36 euro, perciò oltre al danno ecologico vengono dispersi in tutto 648 milioni di euro. Finora solo il Comune di Torino ha già stabilito che dal 2010 è obbligatoria 1 ' installazione delle valvole conta calore in tutti i condomini con l'impianto centralizzato. Ma nel complesso il mercato italiano comincia a muoversi. Enel, dopo aver investito 1,6 miliardi di euro nelle energie alternative nell'ultimo quinquennio, ha pianificato ulteriori investimenti su geotermia, eolico e solare e nuove tecnologie a basso impatto ambientale per 4,1 miliardi di euro nei prossimi 5 anni. Ed Emma Marcegaglia e Marina Salamon hanno appena creato un'azienda che produrrà ogni anno pannelli solari in grado di generare 15 megawatt di elettricità.
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