da Il Riformista del 5 dicembre 2006, pag. 2
di Emanuele Macaluso
Nella primavera del 1946, mentre infuriava la campagna elettorale referendaria “Repubblica o Monarchia” e per l'elezione della costituente, a Palermo una folla enorme si era radunata nella piazza dove campeggia il Palazzo dei Normanni (residenza dei Savoia e oggi sede dell'Assemblea regionale). Dal balcone si affacciarono Umberto II e il cardinale Ruffini. Venivo da Caltanissetta e mi colpì vedere, tra quella gente, l'aristocrazia palermitana, tanto ceto medio o tantissimo popolo venuto dai quartieri più poveri e degradati. La Monarchia vinse a Palermo con percentuali bulgare. Il Pci ottenne l'8%, i socialisti il 12%, la sinistra era al 20%. Un disastro. L'anno successivo alle prime elezioni regionali la sinistra era al 35% (30 il blocco del popolo, 5 il partito di Saragat). Il 1946 fu un grande anno di lotta sociale e iniziativa politica della sinistra e quel blocco conservatore si sgretolò. Ho ricordato questo episodio a proposito della folla di piazza San Giovanni che radunava ricchi e poveri, ceto medio e lavoratori. Sono d'accordo con Franchi. Guardiamo quella folla senza arroganza e con occhio politico. Chi pensa che la risposta sia in una unità posticcia, senza anima e senza politica nel Pd si sbaglia. Attenzione.
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