martedì 19 settembre 2006

l'opinione "Gettare il cuore oltre l'ostacolo" per fondare il partito democratic

LIBERTA' di lunedì 18 settembre 2006 > Agenda

di MASSIMO SILVOTTI

Se la politica si sterilizza? E se la perpendicolare del centro del centrosinistra oscillasse di tre gradi di moderatismo o di cinque di radicalismo? Ds con il timore di perdere la propria sinistra, Margherita con la paura di essere inglobati (vedi Cosa 3)!
E in Europa, dove si va in Europa? Finisce come l'altra volta che dopo esser stati votati in un'unica lista, in Parlamento, ognuno per i fatti suoi? E ancora, le radici si devono sciogliere, estirpare, potare o forse perché no valorizzare? Ma insomma qualcuno ci sa dire se siano più numerosi i temi che accomunano o quelli che ci dividono?
Sai qual è il paradosso? Il partito democratico si deve fare perché sono i mutamenti profondi della società che ci richiedono nuove categorie interpretative ma poi con l'idea, anche sincera, di arrivarci sul serio finiamo per utilizzare gli stessi armamentari di sempre. E intanto quest'idea così intrigante via via si depotenzia. Provo a seguire una strada diversa anche a costo di apparire semplicistico, anziché organico, nel ragionamento. Leggevo ad esempio Rosselli «socialismo uguale a libertà che si fa per la povera gente»; ma non è questa ad esempio una straordinaria sintesi di ciò che distingue, nell'idea di libertà, Noi da Loro? Liberalismo che è innanzitutto ricerca di emancipazione, "libertà da" e non "libertà di".
E' qualcosa di più e di diverso della metafora, ormai abusata, della gara in cui tutti partono dalla stessa linea. La ricerca di maggiore libertà è un obiettivo direttamente proporzionale al grado di disuguaglianza che ciascuno occupa nella società. D'altronde i riferimenti anche internazionali non mancano, si legga ad esempio Amartya Sen nella sua spiegazione di democrazia o appunto di libertà. E sulla diatriba ormai stucchevole tra radicalismo e riformismo, ma siamo davvero sicuri che o c'è l'uno o c'è l'altro? Non è forse possibile, e so di non inventare l'acqua calda, che il secondo sia funzionale al primo?
E ancora, in un partito che ambisca ad essere al plurale e pluralista, l'atteggiamento della classe dirigente rispetto ai temi valoriali deve senz'altro essere a-ideologico e forse persino pre-ideologico nel senso che, di fronte a scelte sui valori, l'utilizzo di categorie di pensiero pre-formate non aiuta ad individuare strumenti innovativi per l'interpretazione di una realtà in continua evoluzione.
Ciò non significa naturalmente che il futuro Pd non debba poggiare su solide e ben definite scelte valoriali, ma pochi e significativi valori non devono ostacolare una libertà di analisi che è il basamento stesso di scelte lungimiranti in campo, ad esempio, etico. Infine sui metodi di funzionamento ed assunzione di decisioni del Pd: nessuna paura del confronto anche aspro e, sempre, un carico di onestà intellettuale che rappresenta l'essenza stessa di un'eccellente qualità politica espressa. La storia del contenitore politico entro cui si sviluppa il centrosinistra in Italia è ciò che di più ricco si possa immaginare, in occidente, a livello di contenuti già metabolizzati, già più e più volte rielaborati.
Se il confronto - unificazione tra i diversi riformismi - potrà finalmente avvenire, è evidente che questo grande sforzo post-ideologico debba partire qui da noi, prima che altrove. Certo gli ostacoli sul cammino della costituzione del partito democratico non sono invenzioni dei gruppi dirigenti di Ds e Margherita, e non è neppure demagogia se si parla di identità e storie che meritano grande sensibilità e rispetto, capacità e lungimiranza politica. In questo caso come non mai, "gettare il cuore oltre l'ostacolo" sarebbe un segno distintivo di una classe dirigente davvero illuminata. Mi viene in mente lo straordinario fermento culturale ed intellettivo che ha accompagnato tutta la vicenda di Piero Gobetti, l'acume con cui ha osservato l'evoluzione del tessuto sociale torinese, anche confrontandosi con il pensiero di Gramsci. Quella stessa freschezza e capacità, nella assoluta coerenza di pensiero, di evolvere e di guardare innanzi.
Per chi fosse interessato a partecipare attivamente al dibattito, scrivere a incontriamocipc@hotmail.it

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