sabato 3 giugno 2006

Fassino, Rutelli e Tony consulto sull´Ulivo mondiale

La Repubblica
IL RETROSCENA La collocazione internazionale del partito democratico nei colloqui col premier britannico

GOFFREDO DE MARCHIS
03-06-2006

ROMA - L´Ulivo, il Partito democratico e anche il posto giusto, nel mondo e in Europa, per il nuovo soggetto politico del centrosinistra. L´Internazionale socialista e il Partito del socialismo europeo? Oppure una nuova sigla da costruire parallelamente al lavoro italiano di Romano Prodi, Piero Fassino e Francesco Rutelli? Per non sbagliare ieri il premier britannico Tony Blair li ha visti tutti e tre. Parlando soprattutto d´altro, tanto più con il presidente del Consiglio: Iraq, Iran, Afghanistan. Ma c´è stato spazio e tempo, magari a margine dell´ordine del giorno, per parlare della «cosa» nuova che vogliono fare gli italiani. Sempre loro, già protagonisti della precedente esperienza dell´Ulivo mondiale. A Villa Wolkonsky, la residenza dell´ambasciatore inglese a Roma, Fassino è stato con Blair per più di un´ora. Alla fine gli ha spiegato quello che hanno in testa i leader ulivisti: il Partito democratico. «E uno dei temi è anche la collocazione europea e internazionale del nuovo soggetto», ha detto il segretario dei Ds a Blair. I dirigenti della Margherita, a cominciare da Rutelli, non vogliono «morire socialisti», i dirigenti della Quercia, a cominciare da Fassino e D´Alema, hanno molte remore ad abbandonare una famiglia, quella socialista, abbracciata dopo la caduta del Muro. Questa ricostruzione, ovviamente, è rimasta fuori dal colloquio di Villa Wolkonsky. Ma Blair è l´interlocutore giusto per capire se ci sono i margini di un comune approdo internazionale, quando sarà. E se sarà in tempi brevi, come spera qualcuno (2007?), allora bisogna prepararsi. Teorico della Terza Via e del centerleft, Blair è stato il primo a parlare di un superamento dell´Internazionale socialista, per aprirla definitivamente ai Democratici Usa. Ma era il ´98 e alla Casa bianca c´era Bill Clinton. Insomma, tutto sembrava più semplice. L´Internazionale di «centrosinistra» è rimasta sulla carta. Anche ieri Blair ha ricordato ai suoi interlocutori italiani: «Io resto il leader di un partito socialista, pur continuando a pormi il problema dell´alleanza tra il centro e la sinistra». Per lo sbocco europeo e mondiale bisogna dunque fare i conti con quello che esiste già. C´è un´Internazionale socialista che non ha più connotazioni ideologiche, se non nel nome e nella storia. Alla quale aderiscono partiti che socialisti non sono. Alla quale, come osservatori, partecipano anche think tank dei Democratici americani. Al quartier generale della Quercia tengono aperta la porta a una trasformazione di quell´organismo nei prossimi mesi o anni, ma ripetono: «Il punto di riferimento più importante, anche per il Partito democratico, è il socialismo europeo». Così come lo è per il New Labour creato dall´uomo che ha rivoluzionato la sinistra in questi ultimi anni. A cena cambia il protagonista italiano, non l´ospite straniero. Il primo ministro inglese si accomoda a un tavolo panoramico dell´Hotel Hilton con Francesco Rutelli e le mogli. Il vicepresidente del Consiglio è l´altro vertice del triangolo ulivista. È stato proprio il leader della Margherita a porre tra le condizioni per la nascita del Partito democratico un nuovo scenario delle collocazioni internazionali. Cioè ha messo sul piatto tutti i suoi dubbi sull´approdo socialdemocratico. Rutelli e Prodi, in Europa, hanno dato vita al Pde, che però sembra solo una stazione di passaggio verso qualcosa di più grande e di più moderno. E la lezione di Blair ha ispirato l´ex sindaco di Roma negli ultimi anni, soprattutto per la politica estera e per le riforme del Welfare. Ma adesso tutto l´Ulivo guarda al premier britannico, a "The Boy", come viene definito da una biografia italiana, per unire centro e sinistra, per diventare un esempio mondiale.

Nessun commento:

Posta un commento