martedì 4 aprile 2006

Lettera ai liberali

Valerio Zanone, candidato al Senato in Piemonte e Lombardia nella lista di “Democrazia è Libertà” (La Margherita) rivolge il suo appello ai LIBERALI



· Liberale da sempre e per sempre, mi rivolgo a tutti i liberali: i pochi che lo erano, i molti che dicono di esserlo diventati, i tanti che potrebbero esserlo se fosse chiaro il significato del nome.

· Il nome liberale può ricevere vari significati, ma alcuni sono i più condivisi: liberale è certamente la competizione sui mercati aperti, liberale è lo stato di diritto in cui la legge è uguale per tutti, liberale è la distinzione fra i poteri ed il limite di ogni potere.
Ciò è l’opposto di quanto è stato fatto in cinque anni dal governo di Berlusconi, che ha ridotto l’Italia agli ultimi posti nella capacità di competizione sui mercati aperti, ha preteso le leggi penali ritagliate su misura per gli imputati eccellenti, ha accumulato nella persona del presidente del consiglio un potere politico, finanziario e mediatico senza paragoni in altre democrazie.

· L’anomalia del caso italiano ha prodotto prima una pessima legge elettorale, predisposta per minare la stabilità del futuro governo nella previsione di perderlo; e poi una campagna elettorale in cui qualsiasi soggetto indipendente (istituzioni di garanzia, magistratura, stampa, sindacati, banche, confindustria) se non si inchina al comando viene catalogato “di sinistra” e colpito dall’anatema.

· E’ questo il consuntivo di un quinquennio che ha suscitato sconcerto e indignazione fra i liberali in tutta Europa. E occorre ammettere che in Italia, a rivendicare il significato del nome liberale sono stati per lo più non quelli che avevano vantaggi da difendere, ma quelli che da difendere hanno soltanto la propria dignità di cittadini.

· Il voto del 9 aprile deve riscattare quel nome, restituirgli il significato che gli appartiene:

- un’economia di mercato trasparente, che sappia distinguere le liberalizzazioni dalle svendite, la tutela del risparmio dalle franchigie per gli affaristi, l’equità fiscale dall’elogio dell’evasione;
- uno stato sociale nuovo per la nuova generazione, che aiuti a ringiovanire l’Italia che invecchia;
- una tutela dell’ambiente che non inceppi con divieti demagogici le dotazioni di infrastrutture indispensabili ai trasporti, all’energia, alla qualità urbana;
- il recupero del senso di cittadinanza europea, che è il punto storico di incontro per le tradizioni democratiche;
- la laicità dello Stato e della legge, che è il presidio della libertà di coscienza individuale.

· Un governo che non ha più sogni da promettere ricorre ora all’espediente opposto: lo spauracchio del cambiamento che è l’ultima risorsa dei conservatori alle corde. Ma cambiare è necessario, se si vuole risollevare il paese dalla crescita zero, ridare fiducia all’economia insabbiata, impedire che si aggravino i segni del declino sociale e del degrado civile.

· La strada verso una democrazia liberale compiuta è ancora lunga in Italia. Anche dopo il 9 aprile niente sarà facile: ma qualcosa diverrà possibile. Sarà possibile porre fine al conformismo e all’opportunismo che hanno avuto fortuna in questi anni. Riunire intorno al progetto riformista le culture della democrazia. Mostrare alla prova che oggi in Italia come in Europa il riformismo praticabile è, nelle idee di guida e nella sostanza dei fatti, il riformismo neoliberale.


Valerio Zanone
Candidato al Senato in Piemonte e Lombardia
nella lista di “Democrazia è Libertà” (La Margherita)

Nessun commento:

Posta un commento