martedì 4 aprile 2006

Ici, ora finanzia scuole e sanità. Come la sostituiremo?

L’Ici rappresenta il 50% delle entrate dei Comuni e il 75% delle entrate proprie. L’Ici sulla prima casa rappresenta, da sola, il 25% delle entrate dei Comuni e abolirla significa dover costringere noi sindaci a prelevare dalle tasche dei cittadini il triplo di quello che risparmiano con l’Ici per pagarsi quei servizi oggi garantiti e che domani non lo saranno più.

Da Margherita DL - dip. Enti Locali

La contropartita dell’eventuale abolizione Ici? Per molti cittadini sarà l’impossibilità di curarsi e di avere assistenza per anziani e disabili, per altri l’impossibilità di avere asili nido, mense e scuolabus a meno che non siano disposti a pagare questi servizi il triplo.

Nessun sindaco è contento di tassare i cittadini: ma la tassa è il pagamento di un servizio e se si toglie un’entrata bisogna dire con cosa la si sostituisce. E non è serio tagliare fondi progressivamente agli enti locali per cinque anni, come ha fatto il governo, dicendo ai primi cittadini “aumentate le tasse locali” e poi affermare che per rimpiazzare gli introiti Ici forse si potrebbero pure “aumentare i trasferimenti”.

L’Ici rappresenta il 50% delle entrate dei Comuni e il 75% delle entrate proprie. L’Ici sulla prima casa rappresenta, da sola, il 25% delle entrate dei Comuni e abolirla significa dover costringere noi sindaci a prelevare dalle tasche dei cittadini il triplo di quello che risparmiano con l’Ici per pagarsi quei servizi oggi garantiti e che domani non lo saranno più.

Abolire l’Ici significa abolire i servizi socio sanitari forniti dai Comuni e i cittadini saranno costretti a ripagarsi con gli interessi mense, trasporti, rette di asili nido, assistenza agli anziani, ai malati cronici, il sostegno ai disabili e gli aiuti per le categorie deboli.

La verità è che si sta cercando di smantellare la rete del servizio socio sanitario pubblico per favorire il sistema assicurativo privato di cui lo stesso Berlusconi è uno dei principali proprietari.



Roma, 4 aprile 2006

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