giovedì 6 aprile 2006

Brogli

di Luigi Gazzola

Se il capo del governo dichiara di non saperci difendere dai brogli dobbiamo chiederci seriamente chi vigilerà sulla legalità delle prossime elezioni.

In questi ultimi giorni di campagna elettorale che preludono al crollo del gigante dai piedi d’argilla i toni hanno raggiunto livelli altissimi. La gravità del comportamento del presidente del Consiglio sta sprofondando sempre più il Paese nella palude: là dove osano i “caimani”.
Dopo aver seminato allarmi e paure, le accuse a chiunque non si sia dimostrato ossequioso, dai magistrati ai giornalisti, dagli imprenditori all’opposizione, agli elettori pesantemente insultati, siamo giunti alla denuncia di un regime e dei rischi per la democrazia. Un ruolo che generalmente viene svolto dagli oppositori non dal capo del governo.
"Servono osservatori contro i brogli", ha detto il premier. Osservatori Onu: "debbono venire per difendere noi da questi signori, che sono esperti di brogli, con tutti i giornali dalla loro parte, con le tv che si comportano come vedete. Hai voglia che abbiamo bisogno degli osservatori per i brogli, perchè se va avanti così chissà cosa ci combinano"...
Una richiesta che sembra meritevole di sostegno. Se il capo del governo non è in grado di farlo dobbiamo chiederci seriamente chi vigilerà sulla legalità delle prossime elezioni.
Di fronte alla dichiarata inadeguatezza del governo credo che ci siano tutte le condizioni per chiedere al Segretario generale dell’ONU, al Presidente del Parlamento Europeo e al Segretario del Consiglio d'Europa l'invio – come avviene in realtà a rischio di irregolarità - di osservatori internazionali a garanzia di un corretto svolgimento della restante campagna elettorale e a garanzia della democratica elezione dei prossimi rappresentanti nel Parlamento italiano.

Luigi Gazzola

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