martedì 11 aprile 2006

Bisotti: «Non sono numeri confrontabili con le comunali»

Da Libertà 11/4/2006

Una giornata «vissuta in modo altalenante», dice Bisotti, illusa da «exit poll poco attendibili, che ci hanno tratto in inganno» e approdata «a dati meno significativi per il centrosinistra». Ma non vuole rinunciare all'ottimismo il segretario di Dl e, di fronte ai risultati ancora parziali dello scrutinio, afferma che «una maggioranza minima consentirà comunque di governare». E conclude: «Se così non sarà vedremo di correggere il tiro».
Intorno a lui è palpabile l'apprensione. La squadra della Margherita, che ha passato le ore febbrili del pomeriggio nella sede alla Veggioletta, per cena si è spostata in una pizzeria sulla via Emilia Pavese. Qui ci sono i due candidati, Flavio Antelmi, sindaco di Fiorenzuola, per la Camera, che si dice soddisfatto per come sono andate le cose nel suo comune, e Giovanna Celaschi, per il Senato. E con loro c'è il sindaco di Piacenza Roberto Reggi, che non ci sta proprio a leggere il risultato negativo del centrosinistra come una critica al suo operato. «È una stupidaggine, il solito pretesto per far polemica col sindaco. Ma questo risultato dimostra esattamente il contrario, cioè che la differenza la fanno le persone e i candidati, quando possono essere visibili. In Comune abbiamo vinto con il 54 per cento, in Provincia col 52, in Regione la percentuale è stata un po' inferiore e nel Paese perdiamo. Concludo che più siamo vicini alla gente, più abbiamo successo. Il centrodestra vince solo allontanandosi dagli elettori e la classe dirigente della Cdl ha difficoltà ad esprimere candidati in un territorio dove è in vantaggio».
Reggi parla della partecipazione popolare come un dato a cui guardare con soddisfazione. «Il nostro territorio - dice - ha espresso una percentuale altissima di voto. Rifiutiamo il modello americano dove ad andare a votare sono la metà degli elettori. C'è un desiderio di partecipazione molto alto e questo è un dato positivo in assoluto. Poi ha preso più voti il centrodestra, e questo è un elemento di cui dobbiamo tenere conto».
Il rammarico del primo cittadino è soprattutto per la perdita di Prodi: «È una grande delusione. Ed è anche un risultato che mi sorprende. Sembra vincere Berlusconi, che spinge i singoli a perseguire il proprio interesse, mentre Prodi puntava su una solidarietà diffusa. Questo è il vero dramma».
Paolo Marino

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