La CdL vince a Piacenza, ma di sicuro non stravince.
Conferma il voto politico di questa provincia che da sempre tende più a destra che a sinistra.
Il tentativo della destra di dare una interpretazione "locale" e amministrativa del voto è del tutto fuorviante.
Questo che Berlusconi aveva trasformato in un referendum pro e contro la sua figura politica va interpretato al più come tale.
Nessuno ha votato per un referendum pro o contro le nostre amministrazioni locali.
Tanto è che l'andamento del voto locale alla Margherita risulta ben allineato con quello regionale e nazionale.
Mettere in relazione il voto alle politiche con quello amministrativo ha sempre portato a conclusioni sbagliate.
Lo ha fatto questa volta per il centro-sinistra che, in base alle regionali 2005, poteva aspettarsi una vittoria più ampia, e lo fa la destra piacentina oggi mettendo in relazione il voto politico con il gradimento al Comune e alla Provincia.
La motivazione di un voto alle politiche è difatti molto diversa da quella di un voto alle amministrative.
Quello che possiamo dire è che Reggi e Boiardi sono stati molto più bravi dell'Unione nel convincere i nostri concittadini nella bontà della loro proposta.
Ma la proposta di cui si parlava era differente.. l'una in ambito amministrativo locale, l'altra in ambito politico nazionale.
Quindi non si illudano i nostri avversari: il voto era politico nazionale e tale va interpretato.
Reggi e Boiardi tengano solo conto del mandato che hanno avuto e procedano ancor più spediti nel realizzare il programma per il quale erano stati votati, senza esitazioni o dubbi.
Carlo Annoni
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