venerdì 24 marzo 2006

Rutelli: «Tre leggi del governo da salvare»

«Limitazione del fumo, patente a punti e decreto antiterrorismo. Provvedimenti ai quali ha collaborato anche il Centrosinistra»

Corriere della Sera economia 24/3/2006


MILANO - Francesco Rutelli, presidente della Margherita, è stato ospite di Corriere.it e ha risposto ai lettori che hanno inviato le loro domande, scelte e lette dal vicedirettore Dario Di Vico. Le tre leggi di questa maggioranza che Rutelli salverebbe sono «limitazione del fumo, patente a punti e decreto antiterrorismo, provvedimenti ai quali ha peraltro collaborato il Centrosinistra». Il leader della Margherita non vedrà Il caimano di Moretti prima delle elezioni: «Problemi di tempo, non di scelta politica». QUALCOSA DI SINISTRA - A Marco di Sesto San Giovanni che, proprio sulla scia di Moretti, gli ha chiesto di dire qualcosa di sinistra, il leader della Margherita ha risposto: «Mi devo spostare troppo in là. Nel centrosinistra - ha spiegato - c'è la sinistra democratica e ci sono molti moderati. Io sono un uomo di centrosinistra e il mio sogno è quello di unire tutte le diverse culture riformiste nel partito democratico. Un soggetto nuovo che può rispondere alle sfide del XXI secolo». LISTA DEI MINISTRI - «La lista dei ministri del Centrosinistra non è pronta e sarebbe un grave errore averla. Sarà Prodi a deciderla. Sarebbe sbagliato se ci fosse perché siamo a 20 giorni scarsi da elezioni difficili e toccherà a Prodi assieme ai partiti decidere alla luce dei risultati. Tutti i leader saranno impegnati, chi nel processo politico successivo alle elezioni, chi nel governo. Quello che serve è stabilità per cinque anni sotto la guida di Prodi» LA VIOLENZA IN PIAZZA - «I fatti di Milano e di Genova non rappresentano una macchia per il Centrosinistra. Nel primo caso sono stati incidenti causati da nostri avversari politici. Nel secondo si è trattato di contestatori dotati di non troppo ingegno. Mai la contestazione dovrebbe essere aggressiva. Capita a tutti i leader politici - ha aggiunto Rutelli - di trovare contestatori e di ricevere minacce, ma nessuno di noi dovrebbe sottolineare questi eventi, e bisognerebbe abbassare le esasperazioni anziché moltiplicarle, come ha fatto Berlusconi. A me la settimana scorsa, così come è anche accaduto del resto a Fini e a Veltroni, sono state recapitate delle pallottole». LETTA IL MIGLIORE DELLA MAGGIORANZA, TROPPI I PEGGIORI - «Il migliore al Governo è stato Gianni Letta. Il peggiore? Devo pensarci - ha detto il presidente della Margherita - e non credo che l'ora messa a disposizione da questa trasmissione possa bastare per deciderlo». LA FEDE - «Nel tempo mi sono riavvicinato alla mia fede in modo molto saldo. A sedici anni ero molto credente, facevo il chierichetto in parrocchia e nella mia scuola. Poi c'è stata una lungo rottura in seguito a vicende familiari, soprattutto per il dolore dopo la morte di mia mamma. Ora c'è stato un riavvicinamento alla mia fede ma in modo saldo. Il tema è depotenziato dopo la presa di posizione della Cei che ha delineato l'equidistanza politica. Chi è credente potrà scegliere in base ai propri principi ma in modo laico». IL QUIRINALE - «Non vedo bene nessun candidato del centrodestra al Quirinale...non voglio fare nome perché significherebbe bruciarli. Si deve seguire comunque il modello Ciampi: un candidato cioè scelto insieme anche alla minoranza». ALLEANZA CON L'UDC - «Noi siamo in due schieramenti opposti e critico aspramente la condotta di Casini e dell'Udc per avere ceduto in questa legislatura a tutte le pretese di Berlusconi. Non sono riusciti ad ottenere condizionamento in tutte le leggi ad personam. Siamo alternativi noi e Udc. Se dopo le elezioni il quadro del centrodestra si sfaldasse, una parte del centrodestra più moderata potrebbe guardare al centrosinistra. Ma nessun centrismo, nessun terzo polo. Noi abbiamo un programma, un leader e una coalizione. Se forze moderate del centrodestra volessero ripensare alla loro collocazione dopo la sconfitta se ne potrà parlare».

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