Un contributo dall'ufficio Enti Locali della Margherita DL - Piacenza
Dalla campagna elettorale, nella quale siamo tutti impegnati, il tema della riforma federalista dello Stato risulta praticamente assente. Ancorché nel prossimo giugno saremo chiamati a votare anche per il referendum sulla cosidetta "Devolution". Alle azioni che il governo dedicherà nei prossimi anni al decentramento amministrativo, all'attuazione del principio di sussidiarietà e ai problemi del territorio sono legate invero molte delle attese locali. Per permettere la crescita e lo sviluppo non solo del mondo produttivo, ma di tutta la società. Problemi che vanno affrontati con la massima urgenza. Dai parlamentari piacentini che saranno eletti è lecito quindi aspettarsi un'attenzione particolare ai problemi del territorio locale, in primo luogo, la carenza o l'inadeguatezza delle infrastrutture (secondo ponte sul Po, statale di Val Trebbia, bretella di collegamento tra tangenziale e via Einaudi, ecc.), che rappresenta un freno al decollo dell'economia e della competitività e al tempo stesso un ostacolo, messo ancor più in evidenza dal carico di traffico cittadino, al miglioramento dell'ambiente e della qualità della vita con ripercussioni sull'intero sistema provinciale.
La competitività si misura infatti a livello di sistema Paese, ma anche a quello delle imprese, e territoriale.
Ne consegue che, se altri territori diventano più appetibili del nostro - perché, ad esempio, possiedono una migliore dotazione di infrastrutture e una qualità di vita migliore - il rischio è che le nuove iniziative imprenditoriali vadano ad insediarsi altrove e che quelle già insediate possano decidere di trasferirsi.
Abbiamo perciò il dovere di preservare in tutti i modi la competitività del nostro territorio e per fare questo è necessario fare coalizione. L'auspicio è che, con la consapevolezza di fare qualcosa di utile per la provincia che li avrà eletti, tutti i nostri parlamentari imparino a fare gioco di squadra, senza lasciarsi imbrigliare dalle contrapposizioni partitiche.
A favore di un tale atteggiamento non depone certo però quanto accaduto in questi anni, le risultanze degli asseriti impegni per il secondo ponte sul Po e per il completamento dei lavori sulla statale 45, tanto meno la destinazione dei contributi a pioggia stanziati dalla cosidetta "legge mancia" che hanno spudoratamente beneficiato per milioni di euro esclusivamente comuni amministrati dal centrodestra. E ancora l'assordante silenzio dei parlamentari sulla vicenda della bretella di collegamento tra tangenziale e via Einaudi con un ministro UDC, Buttiglione, sordo alle richieste dei cittadini, degli amministratori di Piacenza, di val Tidone e Luretta (a meno che la legge mancia rappresenti per alcuni di loro un contentino) che fin dal luglio scorso ne hanno sollecitato senza alcun esito l'intervento. Anzi, a giudicare dai fatti intervenuti, c'è da credere che nella malaugurata ipotesi di un ministro Buttiglione, ancora in sella dopo il 10 aprile, questi possa essere intenzionato ad ostacolare ulteriormente la realizzazione della bretella prossima a villa Serena, senza considerare che i lavori in corso rappresentano unicamente l'attuazione di quanto previsto e voluto dal Piano regolatore approvato dalla giunta Guidotti e da amministratori provinciali oggi vicini all'UDC, senza considerare altresì che ogni diversa soluzione viabilistica che comprendesse la villa all'interno del tracciato della tangenziale, lungi dal tutelarla quale bene monumentale, rischierebbe di comprometterne ulteriormente il prestigio.
La Margherita
Ufficio Enti Locali
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