La Repubblica
L´INTERVISTA Il responsabile economico della Margherita, Enrico Letta: basta spulciare nel loro programma
24-03-2006
ROMA - «Azzeramento del fondo malattia, fine della cassa integrazione e niente più indennità per chi perde il lavoro. Così il centrodestra vorrebbe finanziare la riduzione delle tasse sul lavoro. Un´ulteriore riduzione dei servizi dello Stato sociale. Il punto chiave viene fuori spulciando tra le loro carte. È il modo con cui il centrodestra propone di ridurre di 3 punti il cuneo fiscale. Questa riduzione, infatti, verrà finanziata con l´azzeramento del fondo prestazioni temporanee dell´Inps, proprio quello che serve per cassa integrazione, fondo malattia e indennità di disoccupazione. Stanno facendo un´operazione mediatica su dove noi prendiamo le risorse per la riduzione del cuneo ma dal combinato disposto tra il programma della Cdl e l´ultima Finanziaria emerge la verità. È su questa strada di riduzione del welfare che il paese perde fiducia. Ed è proprio dalla fiducia che dobbiamo invece ripartire». Enrico Letta, ex ministro dell´Industria, candidato in Lombardia per la Margherita, reagisce all´attacco di Berlusconi e Tremonti sulle rendite finanziarie. Onorevole Letta, qual è la vostra strategia alternativa? «Intanto spieghiamo l´obiettivo della riduzione del cuneo contributivo: un lavoratore dipendente avrà in media 350 euro in più l´anno. Oltre al vantaggio per il datore di lavoro che ovviamente risparmierà sulle tasse e avrà un vantaggio ad assumere. Più occupazione di quella buona, riduzione strutturale della precarietà, più soldi in busta paga, più ossigeno alle imprese che scelgono di investire e di assumere». Come vi proponete di finanziare questa manovra? «Una parte attraverso la rimodulazione degli incentivi alle imprese, una parte con la revisione delle aliquote contributive ai parasubordinati, e una parte di 2 miliardi di euro che verrà dalla rimodulazione su scala europea della tassazione delle rendite finanziarie». Veniamo alle rendite finanziarie che è il pomo della discordia. «Va detto che non è una operazione solo per fare cassa, ma è un´operazione giusta di per sé. In questi anni grazie alle politiche di Tremonti chi ha fatto speculazioni finanziarie e ha giocato su plusvalenze e minusvalenze è stato aiutato dal fisco italiano: se ne è avuta una plastica evidenza nelle scalate finanziarie dell´anno scorso giacché chi ha speculato ha fatto grandi guadagni e non ci ha pagato le tasse. Se lo Stato non ti fa pagare le tasse su un´attività vuol dire che quell´attività è nell´interesse della collettività. È assolutamente naturale che per Berlusconi la speculazione finanziaria sia virtù da premiare». Il centrodestra vi accusa di voler tassare i Bot già emessi. «Il passaggio non toccherà i titoli di Stato già emessi ma esclusivamente le emissioni future, con delle soglie di esenzione per il risparmio delle famiglie». Tremonti dice che limitando solo alle nuove emissioni non ricaverete più di 100-200 milioni. «Argomento inesistente. Tra l´altro la metà della coalizione di Berlusconi e Tremonti in questi cinque anni ha sempre portato avanti la tesi che oggi è anche nel nostro programma. Addirittura il vice di Tremonti, l´onorevole Vietti, proponeva che con questo intervento si tagliasse l´Irap. Tremonti trovi altri argomenti». Altri dicono che l´aliquota del 20 per cento è troppo alta e porterà i capitali all´estero. «Non mi sembra proprio che la Borsa italiana stia crollando. Anzi. Il terrorismo che il centrodestra sta facendo in questi giorni è il segno della disperazione. Il 20 per cento è meno di Germania e Francia». (r.p.)
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