Parco del Trebbia, è la volta buona
Si svilupperà nel bacino da Travo a Piacenza «nel tratto più produttivo del fiume».
Lancio del progetto da parte Provincia
da Libertà 26/3/06
Parco del Trebbia, dunque. E' qui che nidifica la metà della popolazione di occhioni italiana, è qui il canale delle migrazioni per cicogne, falchi, è qui che le anatre hanno scelto di svernare. Tutto questo, per tacere della flora come le orchidee spontanee, ricchezza del territorio piacentino. Come lo sono i boschi di ontani neri: habitat prioritari per la Ue.
Ma attenzione, ha ammonito Andrea Ambrogio (Lipu) con queste caratteristiche sopravvivono alcuni lembi di naturalità, qualora scomparissero, Piacenza perderebbe per sempre il suo patrimonio. Iniziative come il parco serviranno per evitare l'annullamento degli ultimi "fortini" della natura e ora pare che il punto di vista scientifico coincida con quello politico-istituzionale. Lo si intende dalle premesse dell'assessore provinciale Alberto Borghi «Realizzare il parco del Trebbia è strategico» rafforzate dai colleghi di giunta Mario Magnelli e Mario Spezia che hanno fornito i supporti per sostenere che il progetto di parco rappresenta un'opportunità di cui avvalersi senza altre perdite di tempo tenuto conto che Piacenza è l'unica realtà emiliana ad esserne priva pur disponendo di un territorio naturale e paesaggistico «speciale». In chiusura il convegno ha avuto anche l'apprezzamento ambientalista. Fabrizio Binelli di Legambiente, infatti, ha rilevato l'importanza del percorso inedito comunque ha segnalato il pericolo che l'efficacia del progetto venga vanificato da un eccesso di attese di finanziamenti. Il progetto del parco non è solo questo, secondo Binelli, perché investe una correzione forte della gestione del territorio. E quindi è bene che non si pensi questa operazione come qualcosa a costo zero, occorrerà rinunciare a certe scelte, insomma.
Le occasioni I due assessori al turismo e all'agricoltura si sono concentrati su questo aspetto. Confortano i dati portati dall'assessore Magnelli: «Nel 2004 sono stati 155 milioni i visitatori delle aree protette italiane. Da qualche anno cresce questo tipo di turismo, mentre il sistema è in calo». Il territorio sarà sicuramente rafforzato con l'idea di parco - ha spiegato Bruno Bedani funzionario dell'amministrazione provinciale. I bonus di cui può disporre il Piacentino, con la città che ne è parte integrante, rientrano nella gamma delle richieste provenienti dai turisti. Tra questi prodotti di qualità e di nicchia, domanda di cultura e benessere.
Lo stato dell'arte Il Trebbia di oggi (soprattutto l'area interessata all'idea di parco) è il serbatoio di inerti. Lo è dagli anni 50 - ha spiegato Giuseppe Bongiorni, funzionario dell'amministrazione provinciale - ed ha alimentato la costruzione delle autostrade. Un passo avanti - ha continuato il tecnico - è stato compiuto con il piano del 2001 dove si inserisce un criterio naturalistico nel concetto di ripristino dei poli. Resta un problema aperto: quello della viabilità connessa al reperimento dei materiali.
La regione La parola fine al progetto parco la darà la Regione Emilia Romagna. Della nuova legge del 2005 ha parlato Enzo Valbonesi . Due gli obiettivi: accentuare la partecipazione «Un parco si fa se il territorio lo sente». Un secondo aspetto è il recupero del rapporto tra il mondo agricolo e il parco per evitare le incompresioni che ancora sopravvivono. Saranno le Province, secondo la normativa, a tenere le redini di questi progetti.
Il dibattito Il convegno si è concluso con un breve dibattito in cui sono interventi Fabrizio Bernini già presidente del Consorzio del parco fluviale dello Stirone, che ha ricordato i vantaggi, anche economici. Apprezzamenti alla proposta dal professor Giuseppe Marchetti, geologo, delegato dal Comune di Gazzola a partecipare ai gruppi di lavoro. L'architetto Marcella Fariselli ha suggerito per la Chiesa della peste di Piacenza un ruolo di "porta" del futuro parco. Adesione dall'architetto Giacomo Montanari che ha richiamato diversi progetti avviati anche in passato. Infine, dal dottor Bruzzi, geologo, un appello a meglio definire i tavoli tematici previsti.
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