Comunicato dell' Ufficio di segreteria
coordinamento provinciale
La Margherita - Piacenza
Non più tardi di due settimane fa intervenendo in Consiglio comunale sui fatti di Bengasi, costati le dimissioni del ministro Calderoli, esprimevamo il timore - anche per i ripetuti riferimenti del ministro dell'Interno ai pericoli di atti terroristici nel breve periodo, tra Olimpiadi ed elezioni - che con quella provocazione si potesse alimentare un clima di grave tensione strategicamente concepito e determinare un pretesto, come la storia del Paese ci ha troppe volte insegnato, quale presupposto per decisioni limitatrici delle libertà democratiche.
Ritenendo necessario in quella fase esercitare doti di equilibrio e farsi carico di un supplemento di responsabilità, chiedevamo che le istituzioni locali si attivassero per ottenere la convocazione urgente del "Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica" per garantire livelli di sicurezza indispensabili ad allentare il clima di tensione determinatosi, impedendo, se necessario, anche manifestazioni pubbliche idonee ad alimentare tale clima e a consentire uno svolgimento della imminente campagna elettorale basato su un sereno confronto programmatico anziché di esasperata conflittualità politica.
Quanto accaduto nei giorni scorsi in città, le manifestazioni pubbliche di protesta eterodirette, le aggressioni verbali agli amministratori, gli atti di vandalismo compiuti ai danni di commercianti, si collocano perfettamente in quel clima di tensione che auspicavamo potesse essere scongiurato con un richiamo al senso di responsabilità da parte di tutti e che ora legittima ancora di più l'intervento degli organismi preposti alla pubblica sicurezza.
Esprimiamo piena solidarietà al sindaco e all'Amministrazione comunale - incautamente e ingiustamente accusati di arroganza e di essere responsabili di un velenoso clima di scontro, invero provocato da chi se ne duole - seriamente impegnati, nel pieno rispetto della legalità, ad attuare indirizzi programmatici e decisioni democraticamente assunte senza alcun interesse a provocare uno scontro sociale.
Auspichiamo che le forze dell'ordine possano quanto prima accertare i veri responsabili degli atti di violenza commessi, nella convinzione che la risposta alla domanda "a chi giova?" offra il nome del possibile mandante.
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