Massimiliano Falcucci ci propone un intervento sulla miopia con cui in Europa molti governi guardano non solo alla cosidetta globalizzazione, ma anche al mercato unico europeo.
Miopia che rischia di costare assai caro al nostro comune continente.
La recente vicenda che ha visto protagonista la nostra ENEL nel tentativo di scalare la francese SUEZ (azienda privata operante nel settore del gas) e la sua immediata sospensione ad opera del governo francese tramite la frettolosa e annunciata fusione tra SUEZ e GAZ de FRANCE (azienda pubblica) ha scatenato un vivace dibattito collettivo a livello europeo. Tralasciando le singole posizioni in merito alla questione che denotano a mio avviso una limitata visione della faccenda, attribuendo le responsabilità a destra e a manca, occorre invece focalizzare gli aspetti generali che tale situazione ci sta letteralmente sbattendo in faccia a noi europei.
Per prima cosa possiamo notare una lampante carenza di forza delle nostre istituzioni europee, incapaci non solo di dettare strategie e visioni di lungo termine ma soprattutto deboli nello scongiurare i facili ritorni al protezionismo nazionale che invece mai come ora sembrano godere di ampia considerazione e vitalità. Mi spiace dirlo ma l'europa istituzionale nel suo complesso è in questo momento assimilabile a un grosso fantoccio di pezza capace di intimorire solo se stessa attraverso la sua ombra. Se non doteremo le nostre istituzioni sovranazionali di effettivi poteri decisionali e di veto allora potremo tranquillamente dire addio al progetto dell'Unione, a meno che qualcuno non si accontenti di avere in comune solo la moneta e niente altro. Nella prossima legislatura il nostro paese dovrà essere in grado di imporre un'accelerazione istituzionale a Bruxelles e di esporsi in prima persona per sbloccare questa indecente paralisi nella quale siamo precipitati, costruendo una fitta ragnatela diplomatica con tutte quelle realtà politiche e non che in ogni paese dell'Unione la pensano come noi. Solo cosi potremo far ripartire la macchina europea bocciata senza appello dai referendum nazionali di Francia e Olanda proprio per la sua incapacità di incidere e di camminare da sola.
La seconda osservazione che la vicenda ENEL-SUEZ materializza in maniera oggettiva è relativa alla mancata comprensione diffusa nel nostro continente rispetto allo scenario economico mondiale che si sta delineando a grande velocità e che di certo non risparmierà ricadute evidenti anche dalle nostre parti. Vogliamo parlare di come sta cambiando l'approccio verso la diagnostica medica. La telemedicina è l'ultima frontiera dell' outsourcing in India, vuol dire che una persona si fa gli accertamenti diagnostici in Italia e il medico indiano interpreta gli esami dicendogli come sta. Siamo ai primi casi è vero tuttavia la cosa è destinata ad assumere proporzioni sempre più importanti. Gli indiani non sono solo bravi ingegneri e softwaristi, sono bravi anche nei test clinici e nella medicina. Cosi veniamo a conoscenza del fatto che ora sono gli occidentali a fare pellegrinaggio medico in India dove un trapianto di anca o un by-pass costa un decimo rispetto alle nostre parti e le strutture ospedaliere sono vere e proprie oasi, con le palme, le piscine, l'aria condizionata. Parliamo di Calcutta, il polo tecnologico emergente che punta a fare concorrenza alla Bangalore Valley; qui infatti da fanalino di coda di tutto il west Bengala caratterizzato dalla presenza comunista e dalla refrattarietà agli investimenti stranieri, si è passati ad essere una realtà emergente di primo livello con 150000 studenti universitari che frequentano corsi avanzati di cui ben 17000 iscritti a facoltà di ingegneria. Il distretto di Calcutta con 80 milioni di abitanti e la più alta concentrazione di accessi ad internet del sub continente asiatico si appresta a diventare la nuova frontiera dell'eccellenza nell' IT software, altro che protezionismo alla francese o all'italiana che dir si voglia.
Questi sono paesi che hanno sviluppato protocolli di gestione e trasmissione avanzati per lo sviluppo del software a distanza in diversi ambiti (non solo quindi IT software, ma anche back office) di competenza. In pratica compagnie aeree, banche, assicurazioni e molti grandi gruppi occidentali hanno e stanno trasferendo la gestione dei dati e informazioni legati a ogni processo aziendale, in India, dove gli operatori gestiscono le operazioni giorno per giorno, perennemente online. Le imprese italiane per problemi di lingua preferiscono esternalizzare nei paesi dell'est Europa, a differenza di quelle anglosassoni che invece non esitano di fronte a grandi risparmi e alla possibilità di avere il servizio sempre attivo. Nel giro di pochi anni il giro d'affari intorno a questi processi di gestione del software è destinato a superare quota 100 miliardi di euro, per non parlare della rivoluzione che la telefonia via internet è destinata a scatenare nelle compagnie telefoniche che si troveranno di fronte a cospicui cali di profitto (France Telecom ha annunciato 20000 licenziamenti proprio per questo motivo).
Come si vede dunque il mondo sta cambiando molto velocemente e di certo non aspetterà l'Europa. Dobbiamo scegliere se prendere il treno ormai in piena corsa oppure restare a terra e giocare a nascondino con i nostri vicini continentali.
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