Comunicato del gruppo consiliare Margherita DL presso il COmune di Piacenza
Il drammatico assalto al Consolato italiano di Bengasi rappresenta un episodio gravissimo nei rapporti tra il nostro Paese ed un paese arabo. Che da la misura del livello di incomunicabilità oggi esistente tra occidente e mondo islamico e delle difficoltà di raggiungere un giusto e corretto equilibrio nei rapporti internazionali.
Un episodio gravissimo perché segnato dalla morte di 11 persone e dal ferimento di altre decine per le quali riteniamo di dover esprimere profondo dolore e le nostre condoglianze al popolo libico e ai familiari delle vittime.
Un episodio gravissimo perché avviene: 1) in una fase di estrema delicatezza sul piano dei rapporti internazionali, in cui le diplomazie occidentali – ferma la condanna nei confronti del terrorismo internazionale e di ogni tipo di fondamentalismo - sono all’opera nel tentativo di instaurare un dialogo e una collaborazione proficua con i Paesi e gli esponenti più moderati del mondo islamico; 2) in un tempo in cui l’Italia è direttamente presente, coinvolta ed esposta con propri contingenti militari nella vicenda post bellica irachena.
Un episodio tanto più grave perché scatenato non dall’azione sconsiderata di un folle, ma dalla lucida quanto irresponsabile provocazione di un ministro della Repubblica italiana, esponente di primo piano di un partito della maggioranza che sostiene l’attuale governo.
Le scuse del governo e le dimissioni – richieste all’unanimità da opposizione, maggioranza, governo e vertici istituzionali - potrebbero tuttavia non bastare a salvaguardare dal pericolo di ritorsioni il territorio nazionale, i tanti italiani che lavorano ed operano all’estero in paesi non solo di lingua araba, gli interessi economici dell’Italia e il suo residuo prestigio – messo a dura prova dopo cinque anni di governo del centrodestra – sullo scacchiere internazionale.
La responsabilità morale e politica dei morti di Bengasi e della situazione determinatasi ricade tuttavia non solo sull’ex ministro Calderoli e sulla Lega – che in questi anni si è distinta nel fomentare campagne di odio xenofobo – ma anche sull’intero governo, il cui presidente a suo tempo si fece interprete nel parlamento europeo di una presunta superiorità della civiltà occidentale su quella islamica, contribuendo con ciò ad alimentare il devastante tema dello scontro di civiltà.
Auspicheremmo che alle dimissioni del ministro Calderoli facessero immediatamente seguito quelle dell’intero governo, anche se non ci facciamo illusioni che il senso di responsabilità e dello Stato che animano Berlusconi e soci possano portare a tale esito, ci limitiamo pertanto ad augurarci che nel governo possa essere isolata ogni tensione estremista.
Temiamo che i ripetuti riferimenti del ministro dell’Interno ai pericoli di atti terroristici nel breve periodo, tra Olimpiadi ed elezioni, possano trarre da quanto accaduto stimolo e nuova linfa contribuendo ad alimentare un clima di grave tensione che non si vorrebbe artatamente e strategicamente concepito, come la storia del Paese ci ha troppe volte insegnato, quale presupposto per decisioni limitatrici delle libertà democratiche.
Essendo necessario in questa fase esercitare doti di equilibrio ed assumere un supplemento di responsabilità, anche per chi non è in grado di farlo, nel ribadire lo spirito di tolleranza e il rispetto per qualsiasi orientamento religioso che caratterizzano il nostro partito,
chiediamo
che le Istituzioni locali chiedano a loro volta la convocazione urgente del “Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza” per garantire livelli di sicurezza indispensabili ad allentare il clima di tensione determinatosi, impedendo, se necessario, qualsiasi manifestazione pubblica idonea ad alimentare tale clima e a consentire uno svolgimento della imminente campagna elettorale basato su un sereno confronto programmatico anziché di esasperata conflittualità politica.
D.L. La Margherita
Gruppo consiliare
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