Dal Corriere della Sera del 19/2/06
I liberali di Valerio Zanone abbracciano l’Unione e scommettono sul partito democratico, determinati a dare nuovo lustro a una parola, liberale appunto, «troppo a lungo strapazzata». Da Berlusconi, ad esempio, «che non può certo definirsi tale viste le leggi ad personam e la sua politica economica». L’ex segretario del Pli ieri ha riunito i suoi (c’era pure l’ex eurodeputato di FI Luigi Caligaris, «ma son venuto solo per salutare vecchi amici») e, alla presenza di Fassino e Rutelli, ha dettato le priorità: europeismo, difesa della Costituzione, liberalizzazioni e, soprattutto, laicità. «Lo Stato liberale non può essere uno stato etico e tantomeno bioetico», dice Zanone rivolto a Rutelli, al quale ricorda che questo principio è scritto nella Carta costitutiva della Margherita. «Lo so bene - replica lui -. Siamo un partito laico e come non esiste un’emergenza clericale, così non ci sarà un’ingerenza confessionale». A rassicurare sul tema ci pensa anche Prodi: «La laicità è un asse portante dello Stato e la base della libertà religiosa. Non abbiamo bisogno di clericalismo e anticlericalismo, sono entrambi anacronistici», sottolinea in un videomessaggio di benvenuto nell’Unione.
Sia Fassino che Rutelli assicurano un posto in lista a Zanone, ma non è ancora stato definito con chi e dove sarà candidato: «Vorrei correre nel mio Piemonte - dice lui - ma lì c’è l’overbooking!».
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