sabato 11 febbraio 2006

E. Letta: Rischiamo la tassa Berlusconi

Intervento di E.Letta (Resp.dipart. Economia della Margherita)

9/2/2006

“Per sanare gli errori dell’attuale governo. Il premier spiazzato da Prodi sul cuneo fiscale ”

Gli italiani rischiano di doversi trovare a pagare una “tassa Berlusconi” alla fine di questa legislatura “per sanare gli errori dell’attuale governo”. È il timore espresso da Enrico Letta, responsabile economico della Margherita, che ha parlato a margine di una tavola rotonda promossa dalla Filtea-Cgil in occasione del Congresso nazionale in corso a Milano.
Secondo Letta - che ha risposto alla domanda se è vero che, come dice il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, Romano Prodi “non sa fare i conti” - “il presidente del Consiglio, purtroppo, ci consegna una Italia in cui i conti sono molto peggiori di quelli lasciati nel 2001 dal centrosinistra, quindi credo che sia Berlusconi a dover fare un ripasso di matematica”.
Il vero problema, secondo Letta, è proprio “l’allarme sui conti pubblici italiani lanciato dalle grande agenzie di rating. Nell’ordine, negli ultimi cinque giorni, si sono espressi infatti il Fondo Monetario Internazionale, l’Ocse, Standard & Poor’s e la Corte dei Conti”. Da qui il timore di dover essere costretti “a fine legislatura a pagare una tassa Berlusconi per sanare gli errori del suo governo”.
Poi, su uno dei temi della campagna elettorale: “Credo che Berlusconi sia rimasto completamente spiazzato dall’ultima proposta lanciata dal centrosinistra, di ridurre di cinque punti il cuneo fiscale”. Secondo Letta “le cose che dice in queste ore dimostrano infatti tutta la sua difficoltà”.
A chi gli chiedeva come sarà possibile trovare le risorse per finanziare il taglio del cuneo fiscale proposto da Romano Prodi, Letta ha spiegato che “l’obiettivo sarà quello di spostare dalle rendite finanziarie il vantaggio fiscale a favore dell’investimento su chi crea lavoro e ricchezza”. Secondo Letta, infatti, “oggi è avvantaggiato chi specula finanziariamente dal fatto che non c’è quasi tassazione quindi è necessario un riequilibrio della tassazione con un abbattimento del cuneo fiscale, che costa, certo, ma è un grandissimo volano per convincere le imprese, anche medio-piccole ad investire sulla creazione di posti di lavoro”.

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