Editoriale
da Il Riformista del 11/1/06
Cesare Salvi trova «di pessimo gusto da parte di Prodi rilanciare il tema del partito democratico alla vigilia di una direzione Ds difficile». Fabio Mussi pensa che «non è stata saggia l’accelerazione di Prodi». Per noi, invece, non è mai troppo tardi per dare una bella accelerata al partito democratico. E se da un lato è evidente che le attuali difficoltà dei Ds non possono sensatamente essere sfruttate per costringere la Quercia ad aderire al nuovo partito con le mani in alto (perché un nuovo partito nato da uno stato di necessità è l’ultima cosa di cui il centrosinistra ha bisogno); dall’altro lato non si può nemmeno argomentare che, poiché i Ds sono in difficoltà, bisogna sospendere la discussione sul partito democratico per non disturbarli.
Il partito democratico era una necessità storica, connessa al nuovo secolo che si è appena aperto, anche prima dell’affare Unipol. Ed è sicuramente un fatto nuovo e positivo che Prodi abbia deciso ora di parlarne in termini più concreti e meno genericamente ulivisti, ponendo cioè il tema dei tempi, di un’agenda, e degli organismi dirigenti. Il partito democratico è un progetto politico che, come le medicine, ha una scadenza: o si fa ora in questa fase della vita politica italiana, nei prossimi due anni, o è meglio buttare la confezione e non parlarne più.
La vicenda Unipol, semmai, sottolinea soltanto quanto alcune appartenenze storiche del secolo passato possono impacciare l’azione di una moderna sinistra riformista, che accetta cioè il mercato invece di sognarne costantemente un altro, ma sa regolarlo nelle forme più consone a una società aperta. Il partito democratico, insomma, non può essere un pannicello caldo sulle ferite della vicenda Unipol; ma certamente sarebbe stato una buona profilassi preventiva. E noi troveremmo perfino astuto, da parte della Quercia, rilanciarlo come tema strategico della loro ragion d’essere, non foss’altro per uscire dall’angolo in cui errori politici e strumentalizzazioni degli avversari hanno da troppo tempo costretto un partito che non si merita di vivere negli angoli.
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