L'osservatorio di Renato Mannheimer
dal Corriere della Sera del 6/1/06
Quali effetti può avere sul consenso elettorale per il centrosinistra la vicenda Consorte/Unipol e, specialmente, il recente coinvolgimento dell'immagine del segretario dei Ds Piero Fassino? Le prime analisi mostrano che: 1) la questione è stata seguita in misura superiore a quanto normalmente si rileva per gli avvenimenti politici. Tre italiani su quattro hanno almeno «sentito parlare» della vicenda e più di un terzo dichiara di averla «seguita con attenzione». Queste percentuali si elevano isolando l'elettorato del centrosinistra: qui gli avvenimenti hanno interessato, sia pure con accentuazioni diverse, quasi l'80 per cento.
2) la pubblicazione delle intercettazioni ha suscitato molta emozione tra i votanti per l'opposizione, facendo emergere talvolta un sentimento critico — o preoccupato — nei confronti dei Ds e dei dirigenti del partito. Più del 10 per cento tra quanti oggi si «sentono» di centrosinistra dichiara che «questa vicenda ha contribuito a cambiare in qualche misura il mio personale atteggiamento riguardo ai Ds». E una percentuale maggiore, il 14 per cento, esprime, a torto o a ragione, il medesimo atteggiamento verso la persona di Piero Fassino.
3) Vi possono essere conseguenze
elettorali significative. Infatti, sono ancora più numerosi quanti affermano che «questa vicenda influenza, almeno in parte, la mia scelta di voto»: si tratta di più di un quinto dell'attuale elettorato di centrosinistra. Appare tuttavia assai improbabile che ciò comporti un flusso di voti dai Democratici di sinistra (o, ancor meno, dagli altri partiti di opposizione) verso le forze di maggioranza. Come si sa, gli spostamenti diretti da una coalizione all'altra sono poco frequenti: e sarebbero assai meno in questa specifica occasione. Più plausibile è, invece, il diffondersi della tentazione di astenersi. In generale, è questo l'effetto principale che può suscitare la delusione o lo scoramento dell'elettorato: è stato così nel centrodestra, in relazione alla politica fiscale del governo e potrebbe accadere lo stesso nel centrosinistra, a seguito delle vicende in questi giorni.
È tuttavia arduo stimare in che misura la presa in considerazione della possibilità di disertare le urne, oggi rilevabile in parte dell'elettorato del centrosinistra, si trasformi poi in un reale comportamento astensionista. Vi si contrappone infatti la spinta a votare legata a molteplici fattori, tra cui il diffuso desiderio di sconfiggere il governo. Qualcuno potrebbe chiamarlo «antiberlusconismo»: si tratta comunque di una delle motivazioni principali che oggi spiegano il voto per l'opposizione. E che potrebbe, assieme ad altri elementi, far superare dubbi ed incertezze, sino, forse, a mantenere inalterata o quasi la partecipazione elettorale nel centrosinistra.
Corriere della Sera 6-1-2006
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