martedì 24 gennaio 2006

Dalla Provincia su la "questione capre"

Ospitiamo il comunicato della Provincia in merito all'abbattimento delle capre della Parcellara.
Ci auguriamo con questo di aiutare a fare chiarezza su una vicenda in cui polemiche, sicuramente ispirate da sensibilità "animaliste", sono sfociate in posizioni inconsistenti e insostenibili.
L'abbattimento, come spiegato nel comunicato, non è stato un atto gratuito ma motivato da considerazioni di difesa dell'ambiente.


La Pietra Parcellara è inserita in un ambito territoriale tutelato ambientalmente denominato SIC (Sito di Interesse Comunitario) “Pietra Parcellara – Sassi Neri” istituto dalla Comunità Europea a protezione di particolari specie vegetali e animali.
Nel dicembre 2003 durante l’aggiornamento del SIC gli ispettori della Comunità segnalavano come “vulnerabilità” del sito (quindi il rischio all’habitat protetto) la presenza di capre al pascolo sulle rupi.
Oltre a ciò i Comitati di gestione dell’ATC 3 e 9 (Ambiti Territoriali Caccia) segnalavano a più riprese come problematica la presenza di capre inselvatichite nella zona della Pietra Parcellara.
Per cui il nostro Servizio “tutela-faunistica” decideva di trovare soluzione alla questione ed avvalendosi del dott. Enrico Merli, zoologo collaboratore dell’Università di Pavia, decideva di procedere alla cattura degli animali con le reti (escludendo altri tipi di cattura perchè impraticabili: cappio, gabbie, narcotici, ect.).
Gli interventi vengono effettuati il 4 e 5 marzo – 14 aprile e 10 settembre 2005 ma l’esperimento non porta risultato alcuno per la particolare natura del terreno e lo stato degli animali, tutti adulti inselvatichiti.
Considerato il problematico evolversi della situazione il Dirigente del Servizio Provinciale, dott. Celestino Poggioli, inviava il 8 luglio 2005 una richiesta di valutazione del danno e di verifica della effettiva necessità di eradicazione delle capre al Corpo Forestale dello Stato che con nota del 2 settembre 2005 rispondeva in modo affermativo.
Il Servizio Provinciale, valutata quindi con il consulente dott. Merli l’impossibilità di ogni altro tipo di intervento procedeva con nota del 14 settembre 2005, inviata al Corpo Forestale dello Stato ai Carabinieri di Bobbio alla costituzione della squadra, di 11 operatori, che il 16 settembre 2005 alle ore 15 effettuava, con la supervisione del dott. Merli e l’organizzazione dell’ATC 3, l’intervento.
Successivamente le carcasse dei 9 animali venivano recuperati dalla Guardia Comunale di Travo, Marco Dallavalle, che procedeva al loro seppellimento

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