La recente stipula di un accordo tra Regione Emilia-Romagna e Trenitalia ha scatenato le proteste dei Pendolari piacentini.
Forse la Regione farebbe bene a riconsiderare la proprie scelte ed ascoltare gli utenti del servizio.
Per mettere al centro il Cittadino... non solo a parole
Come molti sapranno la Regione Emilia-Romagna ha ultimamente firmato un accordo con Trenitalia.
La proposta di Trenitalia era stata giudicata in modo del tutto negativo dalle rappresentanze dei pendolari.
Una mobilitazione ampia e svolta con i metodi della democrazia e del dialogo ha avuto luogo negli ultimi mesi. Nonostante questo la Regione ha accettato una proposta pessima.
Qualcuno in Regione ha addirittura affermato che crede più ai funzionari della Regione che ai pendolari democraticamente organizzati.
Non è così che si amministra. Un amministratore deve ascoltare i bisogni, analizzarli, capire come rispondervi al meglio. Quando una intera provincia si pronuncia contro, forse vuol dire che qualcosa non va.
Nel merito ne ho parlato in passato ma ne parlano soprattutto i pendolari.
Su questo non mi dilungo ma rimando al sito http://pendolaripiacenza.too.it/ poichè le loro ragioni le sanno ben difendere e argomentare.
Vorrei invece intervenire sul metodo. I pendolari finora hanno argomentato con parole e analisi, assemblee e articoli, non con blocchi ferroviari o altro.
Il messaggio che sembra dare la Regione è quello che per ottenere qualcosa non servono le ragioni, ma la prepotenza e l'illegalità.
L'esempio di chi protesta danneggiando gli altri cittadini ma ottenendo dei risultati non deve diventare scuola per il Paese.
Sono sicuro che non è questo il messaggio che si vuol dare, ma proprio per questo inviterei la Regione a fare un passo indietro, chiedendo una sospensione della nuova proposta di Trenitalia.
Magari invitando i pendolari a (ri)presentare le proposte di chi il servizio lo usa per davvero.
Carlo Annoni
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