martedì 8 novembre 2005

La sicurezza stradale e gli esposti (di Luigi Gazzola - resp.Enti Locali Margherita PC)

Da Libertà 8/11/05

L'ultima "pièces" che il teatrino della politica nostrana è riuscito a mettere in scena è l'esposto-denuncia a scopo simbolico-dimostrativo contro l'Amministrazione comunale.
Un tempo meno prosaicamente si sarebbe detto "colpirne uno per educarne cento". Cambiano i tempi, non lo stile. Il banale pretesto dell'esposto-denuncia è stato offerto da alcuni incidenti verificatisi in prossimità dell'incrocio Giordani-Stradone Farnese. Intuitivamente attribuibili a imprudenza o negligenza di alcuni dei soggetti coinvolti, non certo al cambiamento delle fasi semaforiche. Ma ogni occasione è buona e non bisogna farsela scappare.
Gli obiettivi reali sono altri e diversi, non si propongono certo di sollevare l'attenzione sul tema della sicurezza e dei sinistri stradali. Semmai di mettere in cattiva luce l'operato degli amministratori comunali e sviare l'attenzione dei cittadini, facendo passare in secondo piano una meritoria azione di riqualificazione urbana e viabilistica.
Che nessuna amministrazione aveva avuto il coraggio e la determinazione di realizzare - per quanto ciò possa infastidire gli oppositori politici - nell'interesse di tutti gli utenti della strada, dai pedoni ai ciclisti fino agli automobilisti sacrificando solo la pretesa di qualcuno di fare, indisturbato, un uso privato del suolo pubblico. E solo all'esito di una lunga e ampia consultazione della cittadinanza che ha accompagnato la stesura del Piano urbano del traffico.
Si diceva dello stile: non male per chi definisce "pasdaran" gli amministratori comunali e lamenta sistematicamente la loro arroganza. Non esitando a citare strumentalmente dati statistici nel tentativo di attribuire al sindaco anche i sinistri mortali occorsi in autostrada e a fare un uso politico della giustizia. L'esposto-denuncia dall'asserito "preciso valore simbolico" alla procura della Repubblica manifesta chiaramente il carattere strumentale e temerario dell'iniziativa e si inserisce perfettamente nel solco, tracciato dal centrodestra, della delegittimazione e della mancanza di rispetto per la funzione dell'Autorità giudiziaria.
L'episodio è solo l'ultimo di una serie, condita di isteriche critiche tanto pretestuose quanto ingiustificate. Ma non si possono comprendere fino in fondo questi astiosi attacchi al sindaco e all'amministrazione comunale, che assai poco hanno a che fare con la politica e l'azione amministrativa, se non si considera la disperazione da cui provengono, il costante bisogno di visibilità di chi avrebbe dovuto traghettare i presunti scontenti del centrosinistra, e della Margherita in particolare, sulle dorate spiagge dell'Isola delle Libertà e ha fallito la propria missione.
La risibilità in cui sfuma il bisogno di visibilità è purtroppo il prezzo del trasformismo. L'ultima trovata per resistere all'oblio è l'esposto-denuncia, poi non resta che naufragare con la propria zattera di pietra su un'altra Isola: quella dei Famosi. Con un grande avvenire dietro le spalle.

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