Dal "Corriere della Sera" del 7/10/05
Quale rotta segue il governo? Un decreto legge pubblicato il 3 ottobre scorso sopprime l'affidamento in concessione della riscossione delle entrate e prevede la creazione di una società a partecipazione statale. Questa, a sua volta, potrà acquistare le partecipazioni di maggioranza delle attuali società concessionarie. Dunque, un'attività finora affidata a privati viene assunta in gestione da parte di una società pubblica, messa a capo di un vero e proprio gruppo. Il disegno della legge finanziaria prevede l'istituzione di una banca pubblica per il Sud, con statuto «ispirato ai princìpi già contenuti negli statuti dei banchi meridionali e insulari» e «privilegio patrimoniale per i vecchi soci dei banchi meridionali». Dunque, viene istituita per legge una nuova banca, che deve ispirarsi ai princìpi che regolavano le vecchie banche pubbliche, tra cui principale la commistione tra funzioni pubbliche e attività imprenditoriale. Il disegno di legge riguardante professori e ricercatori universitari prevede concorsi con posti riservati, per quote oscillanti tra il 25 e il 16 per cento, ai titolari delle qualifiche inferiori con anzianità variabile tra 15 e 3 anni. Si rispolvera una vecchia formula, quella della riserva di posti, che premia l'anzianità, non il merito.
Un governo che promette cose nuove riscopre quelle del passato. Una maggioranza che dichiara di essere ispirata al liberismo economico espande la sfera dell'azione pubblica. Ministri le cui parole d'ordine sono merito e qualità aprono un percorso privilegiato sulla base dell'anzianità.
E questi non sono episodi, perché confermano una linea statalista già consolidata. Ricordo solo la decisione della finanziaria scorsa, quella per il 2005, di vietare la riutilizzazione commerciale dei documenti, dei dati e delle informazioni catastali ed ipotecari. Questa è stata sottratta ai privati e riservata al ministero dell'Economia e delle Finanze-Agenzia del territorio, che può poi, a pagamento, discrezionalmente e sotto il suo controllo, valersi di alcuni privati.
La distanza tra proclamazioni di principio e politiche pubbliche perseguite di fatto rende ondivaga l'azione del governo, che nelle dichiarazioni coltiva ideali traditi nei fatti. Questa discrasia, inoltre, tradisce l'esperienza dell'ultimo ventennio, nel quale si è cercato di distinguere tra fini pubblici e scopi imprenditoriali, per evitare ambiguità e pericolose commistioni; di portare lo Stato fuori dell'azione più direttamente imprenditoriale; di riportare l'impresa nell'alveo del diritto comune e del codice civile; di affermare il rispetto del principio costituzionale per cui agli uffici pubblici si accede mediante concorso (concorso vero, non con posti riservati). Infine, l'espansione della sfera pubblica e il tradimento del principio del merito vanno in direzione opposta a quella nella quale ci porta l'Unione europea. E' sotto la pressione delle direttive europee in materia di credito che la legge Amato separò fondazioni da banche. L'accesso agli uffici pubblici sarà meno aperto a tutti i cittadini comunitari se vi sono posti riservati, per anzianità, ai titolari delle qualifiche inferiori. Il divieto di riutilizzo delle informazioni catastali ed ipotecarie è in conflitto con la direttiva comunitaria intesa ad agevolare il riutilizzo delle informazioni del settore pubblico. Dall'azione di governo aspettiamo maggior coerenza, più attenzione alle lezioni del passato e rispetto degli indirizzi comunitari.
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