lunedì 31 ottobre 2005

«Il partito democratico è il futuro del centrosinistra» (da Libertà del 31/10)

Il sindaco Reggi reduce dall'assemblea della Margherita che ha rilanciato la linea ulivista

«Gli elettori hanno posto nelle mani del centrosinistra un enorme patrimonio di partecipazione, di volontà e di fiducia, la prospettiva su cui investire per valorizzare questo patrimonio non può essere che quella del partito democratico». È raggiante il sindaco Roberto Reggi per la piega che dopo le primarie del 16 ottobre ha preso il dibattito politico nel centrosinistra. Una piega di cui si è avuta la robusta riprova giovedì e venerdì scorsi a Roma all'assemblea federale della Margherita dove all'unanimità è stata imboccata la strada della lista unica con i Ds alle prossime politiche che apre la prospetiva del partito democratico. Una bella inversione di rotta dopo il brusco stop che solo il 20 maggio scorso quella stessa assemblea impresse alla linea ulivista.
All'hotel Ergife, a votare per la svolta, c'era anche Reggi che dell'assemblea nazionale del suo partito fa parte in quanto sindaco. Unico piacenino insieme al senatore Pierluigi Petrini. «Troppe volte ci siamo girati indietro per accertarci che la nostra gente ci seguisse. Il 16 ottobre scorso abbiamo dovuto strofinarci gli occhi per riuscire a vedere le spalle dei nostri elettori, che sono molto più avanti di noi e dei nostri partiti. Il senso corale del messaggio che tanti cittadini, compostamente ma con determinazione, senza chiedersi di che parte fosse il vicino di fila, disposti a pagare per darlo, hanno inviato alla politica si riassume nei concetti di partecipazione, di unità e di superamento delle differenze. Improvvisamente tante discussioni estive sulla necessità di rimarcare identità separate sono state spazzate via».
Attacca così, il sindaco, il suo commento su quanto sta accadendo nel campo ulivista. Parla di un'«energia positiva scaturita dalle primarie» che «ha immediatamente sancito la provvisorietà» dei partiti e «reso manifesta l'esigenza, l'idea di una nuova, più ampia e più alta, identità nella quale possano riconoscersi tutte le forze e i mondi vitali che guardano con speranza all'Unione e al futuro governo del Paese, storie diverse con un progetto comune».
Con il voto dell'altro giorno la Margherita si è data «da subito come orizzonte strategico la disponibilità ad andare oltre l'attuale forma partito». «Certo», non si nasconde Reggi, «la strada sarà ancora lunga e non priva di insidie, ma la direzione è tracciata e il simbolo dell'Ulivo alle elezioni per la Camera e i gruppi parlamentari unici subito dopo sono i primi fondamentali passi avanti». «Un percorso che non può prescindere da un rapporto forte tra Ds e Dl per una operazione politica che deve tuttavia essere aperta ad altri partiti e a quanti fuori dai partiti hanno sostenuto convintamene il progetto e la candidatura di Romano Prodi». Al quale ora «spetta l'altissima responsabilità di promuovere la rinascita di un Paese stremato».

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