Intervista a Dario Franceschini da Radio Radicale (31/8/2005)
Luigi Abete, presidente di Bnl, in un’intervista al Corriere della Sera, parla di favoritismi della Banca d’Italia nei confronti di Unipol, lei cosa ne pensa? “Abete non ha responsabilità politiche e può dire quello che vuole”. Risponde così Dario Franceschini, coordinatore dell’esecutivo della Margherita, intervistato da Radio Radicale.
“Ritengo - aggiunge Franceschini - che in politica e dentro la stessa colazione, sia normale avere delle visioni diverse su determinate situazioni. L’importante - prosegue - è che ora noi ci concentriamo per l’unità della coalizione. Lo stesso devono fare i Ds perché è quello che ci chiedono anche gli elettori. Chiudiamo ogni polemica e concentriamoci sull’unità per battere il centrodestra. Le sfumature che sussistono in ogni coalizione non devono poi scatenare polemiche”.
Riguardo alle discussioni in merito alla creazione di una forza centrista che racchiuda i moderati di ogni schieramento, Franceschini afferma: “In agosto c’è più spazio sui giornali e bisogna riempirlo. È dal 94, con il cambio della legge elettorale, che è riemerso il discorso sulla creazione di un grande centro. Un’idea per i nostalgici”.
“Vorrei sottolineare - prosegue l’esponente DL - che gli elettori sono più avanti della classe dirigente politica. Votano solo per due schieramenti, il centrodestra o il centrosinistra, scelgono prima la coalizione e poi il partito”.
“La Margherita - osserva - è nata nello schieramento di centrosinistra e non vuole certo uscirne, anzi lavoriamo per rafforzare il nostro schieramento. Sono d’accordo se parliamo di riformismo e moderazione come sinonimo di politiche centriste, ma questo non significa sostituire il bipolarismo”.
Inoltre, “ora non può esserci un cambio della legge elettorale. Non è corretto cambiare le regole con la speranza di ottenere una vittoria. La legge è una regola base della democrazia e va modificata con un’intesa bipartisan. E poi, non credo sia corretto che ad ogni fine legislatura e con una maggioranza diversa si pensi a modificare la legge elettorale. Il discorso può essere affrontato nella prossima legislatura, e se noi saremo al Governo ci impegneremo per trovare un’intesa bipartisan”.
Riguardo alle prossime elezioni, Franceschini sostiene che “lo Sdi e i Radicali pur avendo condiviso alcune battaglie per i diritti civili, abbiamo un elettorato diverso. I Radicali sono degli spiriti liberi con cui lo Sdi può realizzare un accordo elettorale per superare lo sbarramento elettorale”.
“L’attuale legge elettorale - prosegue - prevede nella parte proporzionale uno sbarramento del 4%. Per alcuni partiti questa soglia è uno stimolo per cercare accordi politici, non sempre a buon fine. Mi viene in mente il Girasole, l’accordo fatto tra i Verdi e Socialisti, che non ha avuto esiti. Aspetto gli sviluppi per dare un giudizio su un’eventuale intesa Sdi-Radicali”.
E l’altro schieramento? “L’Udc ha fatto un atto di coraggio mettendo in discussione la leadership di Berlusconi. Si sono accorti che nella CdL ci sono due livelli di difficoltà. Il primo è che la CdL ha tradito gli impegni presi con gli elettori. E questo va oltre la leadership: il giudizio delle persone è critico comunque. Poi, la gente ha voglia di cambiamento, non crede più a Berlusconi, le sue barzellette non funzionano più, le sue promesse non sono state mantenute. Non è solo un problema di premiership, il giudizio è sulle scelte politiche”.
Tornando poi al discorso di Giuliano Amato sulle due metà della stessa mela, Franceschini sottolinea che “l’Udc e la Margherita non sono due metà della stessa mela. Il partito di Follini - spiega - mantiene ancora una chiara ispirazione alla Dc mentre i DL hanno intrapreso un dialogo anche con le altre forze politiche. Le nostre ragioni politiche sono diverse”.
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