Lettera di Luigi Gazzola alla Libertà
Gentile Direttore,
ho letto su Libertà di oggi le immediate prese di posizioni di esponenti locali della Margherita all’esito dell’assemblea romana e le dichiarazioni di esponenti nazionali del partito. Come contributo al dibattito ritengo di poter dire che non basta purtroppo ribadire genericamente fedeltà all’Ulivo e la leadership di Romano Prodi. Occorrono fatti concludenti. La decisione dell’Assemblea federale della Margherita segna un passo indietro incomprensibile. Una decisione tanto chiara e democratica quanto incomprensibile in primo luogo per l’elettorato dell’Ulivo che da dieci anni invoca unità e aveva colto e premiato nelle recenti tornate elettorali l’importanza di costituire con la Federazione dell’Ulivo - all’interno dell’Unione di centrosinistra - un nucleo riformista con capacità di governo in grado di dare una risposta efficace alle esigenze del Paese messo in ginocchio dall’esperienza berlusconiana. Un percorso fortunatamente condiviso e promosso con convinzione dalle segreterie piacentine dell’Ulivo animate da spirito di collaborazione e non intaccate da distruttive rivalità. Chi si è assunto la responsabilità di rompere un percorso che era parso in grado di dare fiducia agli elettori dovrà ora assumersi il compito di chiarire in modo credibile modalità e contenuti della futura Federazione. Una credibilità che tuttavia non sembra albergare in chi rischia di mettere in discussione la leadership di Romano Prodi in nome di una identità che affonda le proprie radici in esperienze ormai superate. “Identità” da costoro troppo spesso confusa con il concetto di “identicità”: di se stessi nell’occupazione e gestione del potere. Una posizione che finisce per legittimare perfino le scelte dei campioni nostrani di trasformismo, invero per nulla preoccupati delle egemonie della sinistra estrema quanto alla perenne ricerca di una personale rendita di posizione da un’ennesima porzione di centro indefinito.
Chi ha a cuore le sorti del Paese e del centrosinistra deve ora farsi carico di un senso di responsabilità supplementare, impedire – oggi come ieri ad ogni costo – pericolose derive neocentriste o peggio destrorse e perseguire con determinazione l’affermazione del progetto prodiano avendo ben chiaro che i partiti rappresentano il mezzo, gli strumenti per realizzarlo e non il fine.
Piacenza, 22.5.2005
Luigi Gazzola
Componente Coordinamento provinciale D.L. – La Margherit
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