La posizione personale dell'amico Gazzola rispetto a quella del Direttivo Nazionale
Piacenza - Si anima il dibattito politico intorno alla Margherita l'indomani del “no” dell'assemblea federale alla lista unica dell'Ulivo per le Politiche 2006. A prendere la parola è Luigi Gazzola, componente del coordinamento provinciale della Margherita, dopo altre esternazioni locali e le dichiarazioni di esponenti nazionali del partito. «Non basta purtroppo ribadire genericamente fedeltà all'Ulivo e la leadership di Romano Prodi. Occorrono fatti concludenti - esordisce Gazzola in una nota - La decisione dell'assemblea federale segna un passo indietro incomprensibile. Una decisione tanto chiara e democratica quanto incomprensibile per l'elettorato dell'Ulivo che da dieci anni invoca unità e aveva colto e premiato nelle recenti tornate elettorali l'importanza di costituire con la Federazione dell'Ulivo - all'interno dell'Unione di centrosinistra - un nucleo riformista con capacità di governo in grado di dare una risposta efficace alle esigenze del Paese messo in ginocchio dall'esperienza berlusconiana». Percorso condiviso e promosso con convinzione - aggiunge Gazzola - dalle segreterie piacentine dell'Ulivo. E ancora: «Chi si è assunto la responsabilità di rompere un percorso che era parso in grado di dare fiducia agli elettori dovrà ora assumersi il compito di chiarire in modo credibile modalità e contenuti della futura Federazione». Una credibilità che, secondo Gazzola, non sembra albergare in chi rischia di mettere in discussione la leadership di Prodi in nome di una identità da certuni confusa con il concetto di “identicità”, vale a dire «di se stessi nell'occupazione e gestione del potere». Contro «pericolose» derive neocentriste o peggio destrorse non resta che opporre con forza il perseguimento del progetto prodiano.
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