Piacenza - E adesso avanti tutta con la Fed. Resta questo l'obiettivo comune per Margherita e Ds. Lo spiegano Silvio Bisotti segretario provinciale della dielle e Flavio Chiapponi della Quercia.
«Per noi la strada è segnata - conferma Bisotti - e ci siamo dati l'impegno di avviare un confronto serrato con i vertici della Federazione. Quanto prima infatti si svolgerà un confronto con le altre forze politiche con l'obiettivo di produrre due risultati. Il primo la costituzione di un tavolo di confronto sistematico e l'altro uno statuto della federazione per consolidare le basi del progetto. La strada potrebbe essere quella della costituzione di gruppi unitari nei maggiori enti locali. Naturalmente, prospettiva tutta da costruire, ma orizzonte cui tendere.
La seconda questione - spiega - si riferisce all'allargamento della Federazione perché comprenda non solo i partiti storici, ma anche movimenti e associazioni». Quali? I Piacentini uniti ad esempio?
«Potrebbe essere, ma non escludo altri tipi di movimenti con interessi nel campo sociale o ambientalista. Lo ritengo importante - prosegue Bisotti per uscire dallo schema rigido della sommatoria delle sigle dei partiti».
Sull'altro fronte anche i Ds hanno in agenda di entrare nel vivo della Fed. «I tempi - spiega il segretario Flavio Chiapponi - li concorederemo insieme. E' certo che la Fed è una delle priorità dei prossimi mesi. Primo passaggio potrebbe essere la riunione congiunta delle tre direzione dei partiti che la compongono Ds, Margherita e Sdi per uno scambio di opinioni che approdi alla costruzione di un'intepretazione comune e che produca la nascita di un coordinamento. Una struttura che prenda forma per affrontare le prossime impegnative scadenze come le politiche. Ritengo necessaria una cabina di regia anche per un confronto con il resto dell'Unione». Trovare la forma giusta per un organismo che non è un cartello elettorale, ma neppure un partito unico. Una sfida sul tavolo delle forze riformiste del centrosinistra.
«La Margherita c'è» - «L'area riformista ha un peso determinante, nell'Unione e di quest'area la Margherita è parte determinante tutt'altro che ruolo di comprimari». Torna sulla querelle che vede impegnate le forze di centro in queste ultime settimame il segretario dielle Silvio Bisotti che puntualizza: «Abbiamo ruoli di reponsabilità nelle amministrazioni e auspichiamo che nel futuro governo della regione vi sia un ruolo significativo per la componente riformista. Credo infatti che, soprattutto a Piacenza, vi sia la necessità di dare visibilità all'ala più moderata dello schieramento».
Se il ragionamento è finalizzato a dimostrare il peso che in queste consultazioni ha avuto il Cpe di Dario Squeri ebbene - sintentizza Bisotti - «non ci pare che sia appropriato. Infatti a voler essere precisi il grande contributo del velleitario progetto politico di Squeri non fa che portare noci da rompere nel centrodestra. In termini quantitativi - prosegue - l'apporto è stato irrisorio, ha contribuito a far vincere un candidato di Forza Italia sull'altro, ma non ha provocato quello scossone che pensava. Anzi quando il leader della coalizione di centrosinistra era Dario Squeri i risultati elettorali ci collocavano sotto a quello del centrodestra del 13 per cento». Il coordinamento provinciale della Margherita si è riunito nei giorni scorsi per un'analisi del voto regionale. Prima segnalazione - spiega Bisotti - è l'affermazione nazionale al di sopra delle aspettative e il conseguente consolidamento della lista unitaria. Nonostante il pessimismo che aleggiava da più parti questo risultato dimostra che l'elettorato risulta più maturo dei politici.
Per questo siamo incoraggiati ad andare avanti».
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