mercoledì 5 agosto 2009

Lo scudo e la svizzera

Per Tito Tettamanti, lo scudo è una trovata all'italiana. Ma il Ticino deve imparare a offrire ai lombardi ciò che non hanno: la certezza del diritto
di Tito Tettamanti
Da Il Corriere del Ticino, 20 luglio 2009

Se non ci vogliamo fermare alle solite dichiarazioni moraleggianti e di facciata e ai «dagli all’untore», contro gli svizzeri e il loro segreto bancario, quali sono le vere motivazioni dello scudo? Uno Stato, quello italiano, che ha il maggior debito pubblico in Europa (oltre il 100% del PIL) , con un’amministrazione pubblica ipertrofica e poco efficiente, con un dibattito politico preoccupantemente fazioso e incivile, con una classe politica (la casta) disistimata, con una magistratura lentissima e ideologizzata, con una, per molti anni , irresponsabile politica dell’immigrazione, con problemi di sicurezza, violenze, stupri quotidiani che non contribuiscono alla qualità della vita.

A testimonianza del fallimento della politica bastera` ricordare che mille lire negli anni Cinquanta corrispondevano a sette franchi svizzeri, e quarant’anni dopo, prima dell’entrata nell’euro, a ottanta centesimi. Deve stupire che da un simile Paese, che pure puo` contare su ingegnosi operai, eccellenti ricercatori, coraggiosi imprenditori, i capitali (ed anche i cervelli) fuggano?

Ora, non riuscendo a curare i propri malanni – comuni anche se piu` gravi di quelli di altri Paesi europei – lo Stato ricorre a sistemi autoritari, obbliga negli anni Duemila a rimpatriare i capitali con una retorica da cartolina illustrata e facendo un inutile sgarbo alla Svizzera . Ricadiamo nel peggior protezionismo; speriamo che non si arrivi ad invocare addirittura, come ai tempi del fascismo, l’autarchia.

Tremonti, intelligente, abile e competente, ma certo non in gara per il titolo di Mister Simpatia, con una classe politica screditata , voragini di debiti e una crisi economica mondiale, cerca di raschiare il barile non potendo affrontare i problemi alla radice. D’altro canto, i suoi colleghi ministri dell e Finanze, Germania in testa, hanno dichiarato guerra ai Paesi piccoli, ma piu` efficienti, per essere liberi di aumentare la pressione fiscale interna nel tentativo (illusione) di colmare le falle dei loro conti. L’emergenza, si dice, non permette di affrontare i problemi alla radice, ricreare le premesse perché i soldi dei propri cittadini – ma anche quelli di investitori stranieri – rimangano in Italia. Domande quali: perche´ una così massiccia fuga di capitali? Perche´ una cosi` diffusa economia sommersa? Una così palpabile sfiducia nello Stato?, vengono con cura evitate.

Si cercano diversivi e demagogicamente si concentra l’attenzione sui reprobi che (per salvarli) esportano i loro capitali. La sproporzione e la pretestuosita` sono tanto piu` evidenti se si pensa che Tremonti con lo scudo spera di incassare tre miliardi di euro di penale, cifra quasi ridicola considerando i costi d’immagine, dinanzi ad un totale di debiti dello Stato di 1.750 miliardi di euro e dalle dimensioni del deficit previsto per il 2009.

Oltre lo scudo? Questa domanda riguarda particolarmente noi ticinesi. Oltre lo scudo per noi c’e` una sfida ed una grande opportunita`. Con la stessa franchezza con la quale critichiamo il falso moralismo italiano è giusto che si riconosca che non possiamo pensare di basare il futuro economico del Cantone sulla protezione all’evasione italiana anche se motivata. La sfida sta nel saper competere e offrire alla Lombardi a (che ha piu` abitanti della Svizzera) un quadro dal quale si possa operare senza ottusi impacci amministrativi e con flessibilita`. Non solo la finanza, ma le attivita` logistiche, i centri d’eccellenza medica, le possibilità di sviluppo nel l’ambito della formazione, l’ humus per attività di punta nella tecnologia dell’informazione e della biologia, il tutto con una qualità di vita notevole ed un buon grado di sicurezza devono essere la nostra risposta all a sfida.

Nessun Tremonti potra` impedire alle figlie di Berlusconi di venire, come hanno fatto, a partorire a Lugano. C’e` un importante futuro oltre lo scudo. Se non sapremo approfittarne la colpa sara` nostra e non di Tremonti.

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