giovedì 9 luglio 2009

L'appello di diversi esponenti piacentini per "un'azione politica portatrice di una visione cattolica senza perdere la necessaria laicità dello Stato"

Piacenza, 9 luglio 2009

Gianluca Bariola
Paolo Cammi
Chiara Dellaglio
Alessandro Ferrari
Alexandro Ghisoni
Elisa Malacalza
Giovanni Manca
Daniel Negri
Pierangelo Romersi
Massimo Paganuzzi
Marco Tagliaferri



Da alcuni giorni è iniziato con notevole risalto da parte dei media, sia locali che nazionali, il percorso che porterà in autunno al congresso del Partito Democratico, con l’elezione del nuovo segretario nazionale. Una tappa molto importante per ridare il necessario slancio ad un partito giovane, uscito rimaneggiato dalle ultime tornate elettorali, che ha pagato fin troppo duramente le proprie contrapposizioni interne. Per questo riteniamo che nell’avvicinarsi al congresso sia necessaria la maggiore chiarezza possibile, focalizzarsi sui problemi degli italiani più che sui nomi delle persone, la proposta di un sistema di valori che permetta agli italiani di identificarsi con e nel PD. Per fare questo non servono a nostro avviso attacchi a dichiarazioni di intenti di esponenti del partito. Utilizziamo il nostro tempo e le nostre energie per concretizzare proposte realizzabili, per sostenere i nostri amministratori, per denunciare le mancanze e le contraddizioni del centro destra la dove si manifestano. Non perdiamo tempo ad accusarci tra di noi.

Il Congresso del Partito Democratico capita in un momento molto delicato per la vita politica del nostro Paese, nel quale da una parte abbiamo un Presidente del Consiglio in evidente difficoltà, oltre che per le vicende personali, soprattutto per l’incapacità di gestire una fase di crisi economica che vede il suo termometro nei quotidiani attacchi verso la stampa e ultimamente anche verso gli organi di previsione economica, accusati a suo dire di infondere “pessimismo”; e dall’altra parte abbiamo il Partito Democratico evidentemente non considerato dalla maggioranza dei cittadini come alternativa di governo credibile. Da più parti, soprattutto in seguito alla sconfitta nelle elezioni provinciali, sono state auspicate aperture a possibili alleanze future tra il PD e forze politiche moderate. A nostro parere, il Partito Democratico è già di per sé una forza in grado di rivolgersi anche ad un elettorato cattolico che, deluso dalla mancata realizzazione delle promesse elettorali, manifesta quotidianamente il proprio disagio nei confronti delle forze di governo. Un disagio che deriva principalmente da una disattenzione del governo Berlusconi nei confronti di politiche a sostegno della famiglia, che dopo averne fatto in campagna elettorale uno dei capisaldi della propaganda politica, ha deluso fortemente le aspettative. Forti segnali in questa direzione, avvisaglie di uno stato di malessere ormai profondo, vengono espresse, ormai quasi quotidianamente da associazioni, periodici, nonché da personalità di primo piano vicine al mondo cattolico, denunciando una disattenzione del governo nei confronti delle politiche per la famiglia e rimarcando proposte relative ad un fisco più equo a sostegno della maternità. Con queste premesse, ci sentiamo di affermare che da parte di un Partito Democratico con una prospettiva di governo futura sarebbe un errore imperdonabile non saper intercettare queste istanze, auspicando che i dirigenti del PD di primo piano, in particolare i candidati alla Segreteria Nazionale, possano trarre ispirazione da questi valori di fondo, senza avere alcun timore o preoccupazione nel dichiararlo. Essere portatori di valori cristiani significa avere una visione del mondo e della società che metta al centro l’uomo, ciò però non è in contrasto con un’azione politica laica. Troppo spesso viene erroneamente invocato un conflitto tra laici e cattolici che non ha significato. Essere cattolici significa aderire ad una prospettiva religiosa. Al contempo essere laici significa portare la propria esperienza e i propri valori nelle istituzioni distinguendo i ruoli e le funzioni . Riteniamo quindi necessaria un’azione politica capace di farsi portatrice di una visione cattolica senza per questo perdere la necessaria laicità in uno stato liberale, moderno e democratico. Una modalità di azione testimoniata dal comportamento di grandissimi uomini politici come, tanto per citarne solo i più famosi, Alcide de Gasperi, Giorgio la Pira e Aldo Moro.

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