domenica 15 giugno 2008

Energia: obiettivo produrla in casa

da ItaliaOggi del 11 giugno 2008, pag. 15

di Simonetta Scarane


General Electric punta sulle energie rinnovabili, solare, eolico, fotovoltaico, che non saranno sufficienti a tralasciare il nucleare. Un settore che vedrà un grande sviluppo nei prossimi anni in Europa è il carbone pulito e in questo settore GE è all’avanguardia. Il gruppo, con la divisione energia, sta investendo nella realizzazione dei campi eolici in Puglia, a Troia, in Sardegna a Littigheddu, nelle Marche, a Collarmede, e in Campania a Colesaccarda. Progetti che si aggiungono, in materia di smaltimento dei rifiuti, al potenziamento degli impianti di cogenerazione delle discariche di Fano e di Aosta. Non è coinvolta, al momento, nel progetto futuro per la Milano eco-sostenibile programma che punta sulla tutela dell’ambiente e sul rinnovamento urbano in senso anche dell’efficienza energetica, parte integrante del progetto per l’Expo Milano 2015. General Electric ha partecipato al Powergen, il salone dell’Energia, che si è tenuto a Fiera Milano. A Mete Maltepe, GE Energy Wind Sales, General Director, chiediamo di illustrarci i piani di Ge Energy.



D. L a società fa parte della divisione Infrastrutture di General Electric che, insieme a quella Media, è riuscita a fare profitti nonostante la recessione dichiarata del gigante Usa. E’corretto?

Risposta. Sì



D. Qual è stato il fatturato di Ge Energy nel 2007 e l’incremento sul 2006?

R. Il fatturato di GE Energy (globale) è stato di 22 miliardi di dollari nel 2007, con un incremento del 15% rispetto al 2006.



D. L’espansione a cosa è dovuta?

R. L’espansione è dovuta alla crescente domanda di energia, sia a livello globale che a livello europeo. Inoltre il rafforzamento del sito produttivo di Belfort, in Francia, ha contribuito alla crescita del mercato europeo. GE Energy ha infatti avviato un vasto piano di assunzioni per rispondere alle forti richieste del mercato e alla crescita della società: sono oltre 200 i professionisti che GE Energy ha ricercato all’inizio di quest’anno in area Produzione, Ingegneria, Ricerca e Sviluppo, Commerciale e Acquisti che si sono aggiunti ai 1700 dipendenti del quartier generale europeo a Belfort, in Francia. Lo scorso 12 febbraio la società ha anche avviato un’importante operazione di e-recrutement tramite l’universo virtuale di Second Life: il bilancio finale è stato ampiamente positivo con oltre 40 candidati incontrati in 6 ore, cui sono seguiti 16 colloqui reali.



D. Quali le previsioni di crescita della società Ge Energy nel 2008? R. GE Energy non rilascia dati di questo tipo.



D. Quali sono le strategie di espansione della società e su quali settori punta in Europa?

R. GE offre una vasta gamma di soluzioni per ogni settore dell’energia. Per affrontare le sfide energetiche e in particolare i target stabiliti dall’Unione Europea non possiamo prescindere da nessuna fonte energetica. Sicuramente nei prossimi anni in Europa assisteremo ad un ulteriore sviluppo delle tecnologie rinnovabili, guidate in particolare dall’energia eolica, senza però tralasciare il nucleare e la tradizionale energia termoelettrica. Un altro settore che nei prossimi anni vedrà un forte sviluppo in Europa è quello del carbone pulito, in cui GE è all’avanguardia con la sua tecnologia di gassificazione IGCC con capacità di cattura della C02, che è in grado di depurare i combustibili pesanti e convertirli in un combustibile ad alto valore che alimenta le turbine a gas nell’ambito di sistemi efficienti a ciclo combinato. Tecnologie già disponibili rafforzate dall’accordo con Schlumberger Carbon Services che prevede l’integrazione fra le competenze di GE in questo campo con l’esperienza e le competenze di Schlumberger nel confinamento geologico oltre che nella selezione, caratterizzazione e qualificazione dei relativi siti.



D. Sono gli stessi sui quali punta in Italia? R. Oggi in Italia, come in Europa, si parla molto di rinnovabili e di nucleare, e il gruppo è molto attivo in tutti questi settori. Ma prima ancora che alla fonte energetica le nostre competenze tecnologiche vanno dritte al tema delle emissioni, l’impegno di rispettare gli obiettivi comunitari per la C02 passa soprattutto dalla capacità di adattare le tecnologie più all’avanguardia anche su impianti in uso da tempo. Ad esempio, presso la centrale di Endesa Italia di Tavazzano (LO), sono stati recentemente installati i nuovi sistemi DLN 2.6+ di GE Energy, innovativi combustori con abbattimento dei NOx a secco, che sono in grado di ridurre le emissioni NOx e CO delle turbine a gas del 40%, permettendo ad Endesa di essere conforme alle nuove normative ambientali regionali che entreranno in vigore dal 1 Gennaio 2009.



D. In materia di energie rinnovabili, dal suo punto di vista, l’Italia è in ritardo rispetto agli altri paesi d’Europa?

R. Certamente. Per quello che riguarda le emissioni di gas serra in Italia nel 2005 avevamo superato la soglia del 19% rispetto ai parametri stabiliti a livello comunitario.

I certificati verdi hanno poi dato un forte supporto allo sviluppo dei progetti legati alle energie rinnovabili in Italia. Per quanto riguarda l’eolico, per esempio, hanno ampliato l’interesse degli investitori nei progetti di nuove centrali, ma i lunghi e difficoltosi processi di approvazione frenano il raggiungimento di risultati in linea con le direttive comunitarie.



D. Voi credete nel potenziale offerto dall’energia solare applicata al settore residenziale. Che accoglienza trovate in Italia in questo campo specifico?

R. Come ha recentemente dichiarato anche il presidente di Ge Energy John Krenicki, GE è molto ottimista sullo sviluppo del proprio business solare e prevede di raggiungere il miliardo di dollari di fatturato entro i prossimi 3 anni. GE offre una tecnologia affidabile e di alta qualità sia per le applicazioni commerciali e industriali, che per quelle residenziali. In questo ambito in particolare offriamo una vasta gamma di sistemi solari completi che consentono praticamente a chiunque di generare elettricità a casa propria.



D. C’è un problema di costi?

R. Sul mercato il solare ha ancora un costo di sei, sette volte superiore a quello dell’energia eolica. La tecnologia necessita quindi di importanti passi avanti per favorire l’abbattimento dei costi. Bisogna però sottolineare che in questa fase tariffe incentivate (Conto Energia) supportano la diffusione dell’energia solare e delle altre fonti di energia rinnovabile.



D. In Italia avete in corso progetti, o state collaborando, con società del settore immobiliare per lo sfruttamento delle energia solare?

R. Non direttamente, ma attraverso i nostri clienti.



D. L’energia solare ha più possibilità di espansione rispetto all’energia fotovoltaica?

R. L’energia solare è uno dei modi migliori per massimizzare l’efficienza degli edifici commerciali e industriali. Facilmente installabile su tetti e facciate, o nei terreni, il solare offre ai proprietari edilizi l’opportunità di soddisfare autonomamente i propri bisogni energetici, o una parte di essi. Per quanto riguarda le tecnologie, GE sta investendo in particolare nei moduli fotovoltaici tradizionali e nella tecnologia film-sottile, grazie ad una partecipazione di minoranza in PrimeStar Solar Inc., pioniere nello sviluppo e nella produzione di questa innovativa tecnologia.



D. Siete stati contattati in vista dell’Expo Milano 2015 che punta sull’eco-sostenibilità urbana?

R. Al momento no.



D. In Italia siete impegnati, direttamente, o attraverso società, nella creazione di campi eolici? Dove?

R. Siamo impegnati direttamente nel mercato eolico in Italia, che rappresenta in questo senso uno dei principali in Europa per GE. I campi già realizzati si trovano a Troia (Puglia), Littigheddu (Sardegna), Collarmele (Marche) e Vallesaccarda (Campania). I progetti per il 2008/2009 riguardano invece sei nuovi campi dislocati tra Campania, Calabria, Molise e Sardegna, in tutto saranno installati oltre 110 megawatts di turbine eoliche GE, ad oggi.



D. Dal vostro osservatorio, in materia di smaltimento di rifiuti, dopo il caso Napoli, siete impegnati con commesse per la costruzione di cogeneratori, termovalorizzatori? Se sì, dove sorgeranno?

R. Stiamo lavorando al potenziamento degli impianti di cogenerazione delle discariche di Fano e di Aosta. Questi progetti si vanno ad aggiungere a quello appena concluso presso la discarica di Basse di Stura a Torino, dove sono stati installati quattro nuovi set di generatori Jenbacher 1.4 MW di GE Energy, certificati ecomaginationTM che aggiunti ai precedenti sviluppano una potenza elettrica fino a 14 MW e consentono una riduzione annua di circa 70.000 tonnellate di CO2 equivalente, con un notevole beneficio per l’ambiente.



D. Partecipate a progetti per i rigassificatori? Dove?

R. No.



D. In generale, come vede, a breve e medio termine, il futuro dell’energia?

R. Con l’elevato tasso di crescita della popolazione mondiale, le soluzioni energetiche attuate in passato o quelle di oggi non basteranno per rispondere alle sfide energetiche sia nei paesi sviluppati che nelle economie in via di sviluppo. Tuttavia, le risposte per il nostro futuro energetico esistono già, sono raggiungibili e sono responsabilità di ognuno. Per supportare la crescente domanda di energia, l’industria energetica, i gruppi ambientalisti e le agenzie governative devono lavorare insieme nell’identificazione e introduzione di nuove tecnologie e di politiche energetiche alternative. C’è ampio accordo che l’utilizzo di una vasta gamma di tecnologie come vento, nucleare, solare e carbone pulito sarà la strada più efficace per rispondere ai cambiamenti climatici e in questo senso GE sostiene un’equilibrata strategia di politiche energetiche e tecnologia. Inoltre GE è impegnata in prima persona attraverso "ecomagination", il programma lanciato nel 2004 per rispondere alle sfide globali quali il bisogno di fonti di energia più pulite ed efficienti, ridotte emissioni e acqua potabile in abbondanza. Nell’ambito di "ecomagination", gli investimenti annuali di GE in Ricerca & Sviluppo di tecnologie pulite ed eco-compatibili raggiungeranno nel 2010 l’impegnativo ammontare di 1,5 miliardi di dollari, più del doppio del 2004.

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