sabato 22 settembre 2007

«Poco liberalismo nel Pd», in fermento i "diniani" locali

LIBERTA' di venerdì 21 settembre 2007 > Piacenza

Fornaroli prende le distanze dal percorso costituente. Annoni, Bianchi e Rossi restano dentro anche se critici

«Non posso non condividere l'iniziativa che il senatore Lamberto Dini ha assunto nei giorni scorsi, manifestando tutto il suo disappunto per le modalità di costituzione del nascendo Partito Democratico e proclamando la propria fuoriuscita da tale iniziativa». È quanto si legge in una nota di Filippo Fornaroli, membro del coordinamento provinciale e dell'esecutivo regionale della Margherita, nonché «rappresentante dell'area liberal-democratica che ha come proprio referente nazionale il senatore Dini».
Se la nascita del Pd è «sicuramente una novità positiva, come primo passo verso quella riduzione della frammentazione partitica di cui sicuramente il Paese ha bisogno, non lo è tuttavia nelle modalità della sua nascita», sostiene Fornaroli secondo cui «nel nuovo partito prevale l'incontro di personalità politiche e quadri di partito che provengono dall'esperienza dei Ds e dalle fila del cattolicesimo di sinistra, che porteranno ad avere come propri riferimenti internazionali, considerati anche i rapporti di forza interni, l'Internazionale Socialista e il Partito Socialista Europeo».
«Oggi non mi è possibile, in tali condizioni, partecipare a quel progetto politico», si legge nella nota, «per questo motivo, pur ringraziando gli amici, con cui fino a qualche giorno fa ho condiviso il cammino verso il Partito democratico e che mi avevano offerto la possibilità a candidarmi per le primarie, non sarò presente nelle liste per le cosiddette primarie del 14 ottobre prossimo». Fornaroli conferma peraltro «la mia adesione senza ambiguità alcuna al centrosinistra».
In una posizione ancora aperturista sta invece un altro gruppo di iberali e riformisti piacentini della Margherita (Dl). Carlo Annoni (membro del coordinamento cittadino e del del comitato provinciale promotore Pd), Marco Bianchi (membro del comitato cittadino promotore Pd) e Giovanni Rossi (membro del coordinamento cittadino Dl e del comitato cittadino promotore Pd) fanno sapere in una nota che pur «concordando» con i 12 punti del manifesto liberal-democratico presentato da Dini, «ritengono tuttavia che sia ancora possibile partecipare al processo di costruzione del Pd». «Questa nostra scelta però non deve essere interpretata come incondizionata e irreversibile. Vogliamo infatti vedere, localmente e a livello nazionale, l'impronta liberale nelle scelte dei candidati, nei futuri organi dirigenti, nel sistema di regole che si darà il Pd, nei programmi e nel suo manifesto costitutivo. In Veltroni abbiamo ravvisato queste attenzioni e Veltroni continueremo ad appoggiare lealmente.
L'auspicio è che «i dirigenti del costituendo Pd facciano quanto necessario per superare le difficoltà che hanno al momento allontanato gli amici Dini, D'Amico e il nostro amico piacentino, Filippo Fornaroli dal progetto Pd».

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