venerdì 3 agosto 2007

Alitalia: una occasione per dare un segnale di svolta

La crisi Alitalia è il simbolo di un sistema che si gioca il futuro nella difesa di privilegi e corporazioni, oramai indifendibili nell'economia globalizzata.

di Carlo Annoni

Come uomo di idee liberali che aderisce al progetto del Partito Democratico mi chiedo se non sia il caso di porre termine all'accanimento terapeutico nei confronti di Alitalia.
Miliardi di euro gettati per anni nell'azienda non hanno ad oggi portato ad alcun risultato apprezzabile.
Ogni giorno più di 2 milioni di euro vengono bruciati in una impresa i cui risultati portano il marchio della cattiva gestione.
In un Paese privo di ammortizzatori sociali generalizzati, in grado cioè di coprire i bisogni di sicurezza di garantiti e non garantiti e di riavviarli al lavoro, noi stiamo sprecando montagne di risorse in una delle migliori operazioni di distruzione di valore mai viste.
Le mie idee liberali mi portano ad "ammettere la proprietà di Stato solo per le imprese che vanno oltre le possibilità della iniziativa privata o là dove la concorrenza non ha più modo di operare" e poichè il trasporto aereo non ricade oggi in alcuna di queste casistiche, visto l'insuccesso della privatizzazione, ritengo che il governo debba considerare l'ipotesi di mettere in liquidazione Alitalia.
In quanto ai sindacati che hanno difeso tanto strenuamente questa operazione di distruzione di valore, suggerirei loro di concentrarsi davvero sulla difesa dei lavoratori, passando dalla acritica difesa di ogni posto di lavoro (garantito) alla attenzione per la creazione di strumenti in grado di garantire flessibilità alle imprese e capacità di ricollocazione ai lavoratori, soluzione che si può solo avere in una società con ammortizzatori sociali generalizzati, un welfare-to-work, ed un sistema di imprese sano e competitivo.
Questo Paese si è già giocato un bel pezzo di futuro tutelando aziende decotte, garantendo privilegi a lavoratori iper-garantiti e mancando investimenti per un moderno welfare in grado di garantire sicurezza ai lavoratori (dipendenti e autonomi, privati e pubblici) e flessibilità delle imprese.
Per il governo è questo un momento di scelte forti e chiare, direi simboliche.

Alitalia può essere l'occasione per dare un segnale fortemente e simbolicamente liberale ad un Paese ammalato di assistenzialismo.

Visto il fallimento della vendita, Prodi a mio parere deve consentire l'avvio della procedura di liquidazione di Alitalia e finire lo spreco di risorse pubbliche per una azienda senza speranze.
Solo con scelte simboliche forti come queste si potrà dare un segnale che questo Paese vuole di nuovo guardare avanti e si darà così fiducia alle imprese e alle famiglie.
Un appello diretto del premier agli italiani, appello disintermediato dai corpi sociali attori della concertazione, sarebbe capito e apprezzato.
Degli Italiani si può dire tutto, ma sicuramente non che siano degli stupidi. Capirebbero quindi che certe scelte, pur gravose nell'immediato per alcuni, sarebbero scelte volte a consentire all'Italia di competere per un futuro di successi nel mercato globale.

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