martedì 26 giugno 2007

Risposta articolo Cuminetti

Giuseppe Moruzzi

su Libertà

Sono un lettore di “Libertà”, alla quale mi rivolgo ancora una volta per un mio, spero, non troppo lungo intervento, a commento di un articolo apparso lunedì 18 giugno, a pagina 33, a firma Gianni Cuminetti, dal titolo :“…Reggi saprà convincere anche chi non lo ha votato”.

Credo di sapere chi è Gianni Cuminetti: per ragioni della mia attività lavorativa ne conoscevo positivamente la professionalità; per frequentazioni non del tutto casuali, sapevo del suo antico ed appassionato impegno per multiformi attività d'aiuto ai bisognosi; e poi é il fratello dell'on. Cuminetti con il quale ebbi lunga militanza nella D.C. Piacentina.

Dunque tutto mi portava, bontà mia, ad essere ben disposto verso le sue esternazioni, anche se debbo dire che dagli ultimi interventi su “Libertà”, alcuni ospitati con grande evidenza dal giornale, usciva, al di là delle cose dette sulle quali si poteva essere o no d'accordo, un'intenzione pedagogica troppo scoperta, se non ad dirittura il sintomo di una presunzione a tutto campo.

Ebbene nell'articolo citato si và ben oltre ed accanto ad una supponenza veramente eccessiva, trovo con mio grande stupore e rammarico, descritte situazioni di tipo politico che credo abbiano una valenza di civile diseducazione.

Cuminetti racconta anzitutto che il suo convincimento amministrativo, propendeva per il voto a Reggi, ma di aver votato Squeri “…. convinto che queste elezioni amministrative, avessero una forte connotazione politica, e da centrista convinto ho votato UDC come sempre e quindi Squeri”.

Che parecchi elettori abbiano supportato Squeri (che altrimenti avrebbe visto calare ancora di più la sua percentuale) sull'onda emozionale delle ripetute visite di Berlusconi, interessatissimo ad appesantire la spallata contro il Governo (e Piacenza serviva molto a questo scopo)è cosa facilmente intuibile.

Ma che ad assecondare questo disegno, compresa l'annunciata visita al colle del Presidente della Repubblica da parte di ciò che resta della Casa della Libertà - non voluta né da Casini né dall'UDC Nazionale -, sia stato proprio Gianni Caminetti mi è risultato difficile credere.

Come pensare che su questo controverso e quasi personalistico altare politico si potesse in qualche modo sacrificare un ordinato assetto istituzionale ed in definitiva correre il rischio di pregiudicare il futuro della propria città mettendone a capo la persona meno appropriata, togliendo a Reggi il doppio mandato sicura premessa per una proficua continuazione del programma municipale?.

A livello personale poi, così facendo si perde credibilità, si allentano i rapporti con i singoli e con le forze sociali ci si estranea in definitiva dalla propria città.

Assume così una luce quasi sarcastica il titolo dell'articolo in questione, che ricalca la sua stessa chiusura, e cioè “ …. Reggi saprà convincere anche chi non lo ha votato”.

Sicuramente è un auspicio che andrà a buon fine dato che, come sostiene per sé lo stesso Caminetti, diversi di quelli che hanno votato Squeri per motivi politici erano e si presume siano ancora convinti su Reggi.

Segue nell'articolo in questione, forse per mitigare le “avances” pro- Reggi, ma certamente per crearsi un alibi in ordine alla responsabilità amministrativa del proprio voto (“…… anche Squeri sarebbe stato un buon Sindaco”), tutta una serie di considerazioni personali sui due candidati, del tipo: chi è più bello e chi più bravo.

Pare evocato un salotto ottocentesco ove dignitose signore e qualche altrettanto dignitoso accompagnatore, si scambiano, con signorile distacco le impressioni sulle ultime novità di una lenta cittadina di provincia, soffermandosi, alla fine, sulle cose di minor valore ma di più sicuro impatto folcloristico.


Prova ne sia che fra tutto quel ciarlare non viene fuori il fatto che Squeri per ben nove anni è stato il Presidente della Provincia sostenuto da una maggioranza di Centro Sinistra; nè vien fuori che per altrettanti anni ha condotto da leader del Partito Popolare e della Margherita, una rigorosa politica di Centro Sinistra.

Peccato! Perché la conversazione si sarebbe ravvivata ed il salotto avrebbe potuto esprimere qualcosa di più interessante.

Invece si è lasciato irretire dalla voglia di fare un po' di colore locale laddove si racconta che “…. c'è chi è rimasto stupito non poco dalla facilità con la quale Reggi ha vinto queste elezioni…..Chi mostra questo stupore conosce poco Piacenza. La nostra è una antica e strana città nella quale (soprattutto in politica) non si deve mai dare nulla per scontato”.

Ahimè: la confusione tra amministrazione e politica continua sovrana nel salotto di Cuminetti.

E' opportuno allora suggerire che a Piacenza come a Parma gli elettori hanno voluto eleggere due sindaci che o personalmente con Reggi, o quasi per interposta persona a Parma (vedi ruolo dell'ex sindaco Ubaldi), danno ai cittadini la garanzia di un'ottima amministrazione.

Le maggioranze politiche di queste due città sono di segno opposto e dunque nell'occasione delle ultime elezioni amministrative hanno dimostrato di essere speculari l'una all'altra. Il loro segno politico d'altronde non tarderà a farsi vivo non appena ne sarà il momento.

Mi permetta Cuminetti: di strano e di disarmante in tutto questo, c'è soltanto l'incapacità di capire anche le più banali situazioni politiche.

Da democristiano di lunga militanza mi permetto poi di consigliare a Gianni Cuminetti di seguire, come sto facendo io, con grande attenzione ed un po' di coraggio, la nascita e l'evolversi del Partito Democratico, che in questo sistema maggioritario bipolare non più rinunciabile, credo che rappresenti il naturale approdo della nostra più autentica ispirazione politica.

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