sabato 14 aprile 2007

Pronta la road map del Pd le primarie il 14 ottobre

La Repubblica
Rutelli: in Europa gruppi distinti fino al 2009
13-04-2007

ROMA - Non si parla di "scioglimento". Ma una volta nato il Partito democratico, «cesserà l´attività politica» della Margherita. Idem per i Ds. Si chiama «dispositivo comune», cioè la mozione con cui tra nove giorni i congressi «conclusivi» della Quercia e dei Dl sanciranno la nascita del partito nuovo. Primo punto: s´impegnano a creare il Partito democratico; quindi, «assumeranno il Manifesto per il Pd», quello scritto dai saggi, che però sarà possibile emendare nella fase costituente; e soprattutto, il 14 di ottobre sarà eletta dal popolo delle primarie l´Assemblea costituente «aperta», forse mille delegati, a cui spetta dare alla luce il nuovo soggetto politico nei primi mesi del 2008, pronto per le amministrative e per le europee del 2009. La road map del Partito democratico ha avuto ieri il via libera della direzione della Margherita. Il "dispositivo comune" sarà limato nelle prossime ore da Antonello Soro, il coordinatore dei Dl e da Maurizio Migliavacca per i Ds. Ci sono sul tappeto questioni pratiche (il patrimonio, il personale, le sedi) e problemi politici e simbolici. L´appartenenza alla famiglia europea ad esempio, resta senza soluzione. Francesco Rutelli propone, in un´intervista a Panorama, che fino al 2009 gli europarlamentari del Pd possano avere la "doppia casacca", cioè nel Pse o nell´Alleanza dei democratici e liberali. Piero Fassino dal canto suo non demorde: va al vertice di Bruxelles con il presidente del Pse, Nyrup Rasmussen e con il capogruppo Martin Schulz. Poi incontra ad Atene George Papandreou, presidente dell´Internazionale socialista, che dà - riferisce Fassino - «il suo sostegno pieno convinto» alla nascita del Partito democratico. Il travaglio e la fibrillazione sono forti. Rutelli non nasconde, nella direzione del partito (assenti sia Bordon che Parisi), i punti dolenti, a cominciare da quei sondaggi che fotografano il modesto appeal del Pd: «Invece sono sicuro che quando nascerà potrà puntare a rappresentare un terzo dei voti degli italiani, il 30%». Perentorio il segretario della Quercia: «Non mi stupisco se i sondaggi vanno male visto che una parte di quei dirigenti che dovrebbero costruire il Partito democratico spiegano tutti i giorni ai cittadini che il Pd è una brutta cosa». E comunque, aggiunge, «non sono abituato a seguire i sondaggi ma i voti veri. Tuttavia se ne parlassero meglio anche i sondaggi sarebbero migliori». Strascico delle polemiche con Arturo Parisi. L´inventore dell´Ulivo, e attuale ministro della Difesa, è ugualmente pungente: «Il Pd non può essere un taxi a disposizione del leader di turno». In un´intervista all´Espresso, Parisi candida anche Fassino alla leadership del Pd «però in competizione» e si pente di non avere presentato una propria mozione al congresso Dl. «Competizione» è la parola d´ordine degli ultrà ulivisti che chiedono "una testa un voto" per la Costituente. Natale D´Amico, in direzione, insiste: «No a leadership già decise», e tutto il gruppo dell´internazionale liberale (Maccanico, Bianco, Dato, Zanone) si riunirà lunedì e minaccia di non entrare nel Pd, se non ci sarà quest´apertura. Rutelli rasserena: «La Costituente sarà aperta». Non solo, Fassino elenca gli elementi di novità: donne al 50% nel coordinamento per lo Statuto, primarie e limite per i dirigenti dopo due, tre mandati («L´ho giurato, così anch´io potrò liberarmi del peso che ho sulle spalle»). Bene per Roberto Giachetti al 33° giorno di sciopero della fame: «Strada giusta però lo sciopero si sospende dopo il congresso». Critico Roberto Alagna (Liste civiche): «Non c´è proprio la fila per questo Pd».

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