giovedì 26 aprile 2007

Il centrista superstar spacca in tre il Pd

di Stefano Cappellini

da Il Riformista
26/4/07

Francesco Rutelli è stato informato in dettaglio delle mosse di François Bayrou - nessun sostegno ai due candidati rimasti in lizza per l’Eliseo, fondazione del Partito democratico francese in vista delle imminenti legislative, radicamento del progetto centrista (anche se Bayrou preferisce la dizione «centrale») - ben prima che il leader dell’Udf le ufficializzasse ieri. Nelle ultime ventiquattr’ore Bayrou e Rutelli, alleati a Strasburgo in un altro Pd, quello europeo, si sono sentiti ripetutamente, segno di un’intesa profonda tra i due leader. E il leader francese ha omaggiato di una citazione il vicepremier margheritino (e il premier Romano Prodi) nel corso della sua conferenza stampa: «Con Prodi e Rutelli avemmo un’idea, quattro anni fa, di quello che poteva essere il futuro, e creammo il Partito democratico europeo».
Un’idea che è alla base della spaccatura del Pd italiano in tre fronti: uno prodian-rutelliano, che pur auspicando un successo di Royal (con qualche eccezione pro-Sarkozy) sposa in pieno la strategia terzista e neutralista di Bayrou; un’area mediana, forte soprattutto tra i popolari della Margherita, che sostiene il progetto del centrista francese ma confida in una convergenza coi socialisti; infine un’area che si identifica quasi integralmente coi Ds, i soli a invocare un tifo univoco e senza se per Ségolène. «Da Bayrou non ci aspettavamo nulla di diverso», si minimizza al Botteghino. Dove si confidava piuttosto in un altro atteggiamento da parte di Romano Prodi, che domani al comizio di Royal a Lione sarà presente in videomessaggio (in chiave più europeista e isituzionale che di endorsement, a quanto si apprende) e solo perché il pressing di Piero Fassino ha portato l’altroieri a questa soluzione dopo una giornata molto tesa tra il Prof e la Quercia. «Mi piace vedere il bicchiere mezzo pieno - dice Luciano Vecchi, responsabile Esteri dei Ds - e cioè che per la prima volta un candidato di centro non invita a votare al secondo turno per quello della destra».

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