lunedì 12 marzo 2007

Speciale Congresso Provinciale: Intervento di Luigi Gazzola

Intervento pronunciato da Gigi Gazzola il 10 marzo 2007 nell'ambito del Congresso Provinciale della Margherita DL

L’ORGOGLIO
Un Congresso è in momento importante per la vita di un partito. Un momento di
bilancio e di impegno per il futuro. Anche un momento di festa. Il nostro
Congresso provinciale dovrebbe essere l’occasione per celebrare la giornata
dell’orgoglio.
Questa mattina abbiamo assistito alla presentazione del bilancio comunale di
fine mandato: un risultato straordinario di impegno e di concretezza. Di
modernizzazione della città, di sviluppo sul piano infrastrutturale e della
solidarietà sociale. Non di semplici promesse, non di facili slogan da
manifesto 6x3, ma di promesse mantenute che i cittadini hanno davanti agli
occhi. Queste sono le margherite che dovremo mettere all’occhiello nelle
prossime settimane.
Poi - per usare le parole del ministro Santagata – “è possibile che in nove
mesi ci siamo dimenticati da dove partivamo e non si possa riconoscere nulla di
buono nell'azione del governo? Siamo tornati a casa dall'Iraq nel più assoluto
silenzio dei tanti pacifisti. Abbiamo avuto un ruolo decisivo nell’interrompere
la guerra in Libano. Abbiamo assunto 200.000 precari, aumentato gli assegni
familiari, riaperto i cantieri delle opere pubbliche, tutelato i consumatori e
aperto mercati monopolistici, tutto questo risanando i conti dello Stato ed
uscendo dall’emergenza”. Scusate se è poco. Il centrosinistra ha certo problemi
di comunicazione ma spesso noi, i militanti dell’Unione, siamo stati più
amplificatori delle difficoltà che dei risultati positivi. Spetta a tutti noi
contribuire a cambiare il clima attorno al Governo. Rivendicando con orgoglio i
risultati dell’azione di governo.
IL PARTITO DEMOCRATICO
In termini semplicistici, senza voler banalizzare, si tratta di una operazione
di razionalizzazione della politica. Processi di razionalizzazione hanno
interessato, il mondo del credito, delle imprese, perfino della pubblica
amministrazione. Perché la politica no?
Nella mozione unitaria ci sono cose importanti e sostanziali.
1) Un no chiaro alla soluzione federativa per il Partito democratico. Il che
presuppone lo scioglimento dei partiti che decidono di concorrere alla sua
costituzione;
2) la cancellazione della clausola sospensiva che condizionava le decisioni di
Margherita a contestuali e conformi deliberazioni da parte dei Ds;
3) si esplicita che, quella per il PD, è decisione conclusiva, che non si
richiedono altri passaggi congressuali;
4) l'apertura del processo costituente non solo a cittadini e associazioni ma
anche ad altre formazioni politiche che, col tempo, dovessero riconoscersi nel
medesimo progetto. Apertura questa che non è mai stata scontata.
Sono scelte importanti che la Margherita assume in coerenza con il dettato
statutario di una 'Margherita per l'Ulivo', cessa la propria attività in
coincidenza con l'atto di nascita del PD.
Questo è importante perché così Margherita si pone alla testa di un corteo:
quello per dar vita al PD.
Perché queste parole trasmettono il messaggio di una convinzione e di una
determinazione politica, che è il contrario di un approccio burocratico, solo
perché ormai non si può tornare indietro.
Procedere solo per inerzia priverebbe il PD di slancio, di appeal e dunque di
consenso.
FIDUCIA
Abbiamo, come tutti, il problema di recuperare la fiducia dei cittadini nella
politica e nei partiti : se abbiamo la presunzione e l’ambizione di
rappresentare i cittadini e questi, in mille modi, hanno fatto capire di non
fidarsi di noi, dobbiamo recuperare quella fiducia. Anche ricorrendo a scelte
radicali, non solo quella di favorire la maggior partecipazione possibile dei
cittadini ma anche quella di attribuire loro l’unico potere davvero in gioco,
quello di decidere.
Il successo delle primarie ha significato proprio questo: i cittadini si sono
fidati di una idea e di una proposta perché a loro è stata offerta la
possibilità non solo di partecipare ma soprattutto quella di scegliere.
REFERENDUM
Anche il referendum sulla legge elettorale ha questa valenza. Di spinta dal
basso, di chiarezza: per scegliere se proseguire sulla strada del
maggioritario, lasciando ai cittadini scegliere da chi farsi governare oppure
tornare al proporzionale, ai governi scelti e cambiati in Parlamento a
prescindere dalla volontà degli elettori.
Vedremo la disponibilità dell'opposizione a ridefinire insieme una legge
elettorale migliore dell'attuale, pessima per garantire : governabilità,
stabilità, rappresentanza, libertà di scelta dei cittadini. E di cui il
centrodestra non dobbiamo dimenticarlo ha la totale responsabilità.
Se questa disponibilità non ci sarà dovremo sostenere il referendum senza
privilegiare soluzioni al ribasso.
LA MARGHERITA PIACENTINA
La Margherita, con i DS, vuole andare con serenità e determinazione verso il
Partito democratico, con l’obiettivo, a livello nazionale, di stabilizzare il
quadro politico garantendo governabilità e riforme al Paese e tradurre ciò, a
livello locale, con la promozione di una lista unitaria, per ribadire la
credibilità e dare nuove chance al centrosinistra piacentino.
CON QUALE PROGETTO?
“Il vero progetto bandiera vincente è la capacità, faticosamente costruita in
tanti anni, di avere creato un'esperienza, un modello di tavolo comune capace
di produrre risultati”. Sul piano "politico culturale" questo è forse l'unico
gradino (un gradino altissimo!) che il nostro territorio in questi anni è
riuscito a salire, anche se probabilmente non ne è ancora del tutto
consapevole. Bisogna ora far maturare questa consapevolezza per raccoglierne i
frutti. Penso alla vicenda De Rica e mi chiedo se avremmo avuto un risultato
altrettanto lusinghiero se il territorio non avesse saputo fare squadra. Per
continuare a governare questa città abbiamo bisogno di un grande progetto,
avere una grande ambizione, come città, come territorio, come partiti, forze
sociali, imprenditori, uomini e donne. Il "modello di tavolo comune" deve
essere lo strumento per fare di questa città una grande "lobby democratica" i
cui protagonisti dovranno essere coloro che sono stati seduti attorno al tavolo
dei "visionari". Il "sogno" è quello di una città-lobby democratica,
partecipata, libera, capace di interloquire, di dialogare con i livelli
nazionali ed europei. Pensiamo alla differenza tra un'idea simile e quella di
chi, non essendo stato seduto al tavolo dei "visionari", guarda alla Lombardia,
al suo credito e alla sua imprenditoria solo perché ha tagliato i ponti col
resto del mondo istituzionale e non sa dialogare con gli imprenditori locali.
Dobbiamo chiarirci e precisare quando parliamo di città partecipata cosa
intendiamo: coinvolgere tutte le forze della città nella discussione e fare
sintesi con una decisione. Non quella di discutere all’infinito e restare poi
immobili per non scontentare nessuno.
LISTA DONNE E GIOVANI
Sarebbe bello se a fianco della lista unitaria DS-DL ci fosse una lista
composta tutta da donne, tanto per non ricordarci di loro solo l’8 marzo, e
fare della loro concretezza un valore aggiunto per la coalizione. E accanto a
questa una lista di giovani, magari di quelli che hanno seguito il percorso
formativo sulla legalità
DESTRA E SINISTRA
Comprensibile che l’operazione della lista unitaria possa creare qualche
sconquasso. Anche a destra caratterizzata in questo momento da un vuoto di
leadership unitaria e da frammentazione partitica, sia a livello nazionale che
, al di là delle apparenze, locale.
Condividiamo gli appelli degli avversari per la prossima campagna elettorale
ad un confronto pacato e senza attacchi personali, mi chiedo però se questo
atteggiamento debba essere reciproco o unilaterale giacchè quotidianamente
sentiamo tacciare di arroganza il nostro sindaco.
Gli attacchi del centrodestra al decisionismo del sindaco – tentativo di
infiltrarsi nelle crepe di qualche frangia dissidente – fanno sorridere perché
mal si conciliano con la storia personale e politica di chi da sempre ha
vagheggiato la figura dell’uomo forte. Fa piacere che siano diventati
improvvisamente democratici ma temo che con il decisionismo dovranno presto
fare i conti.
Da altra parte, la diffidenza manifestata verso questa iniziativa è
sintomatica della difficoltà e della preoccupazione che alberga in certa parte
dei nostri alleati. La nascita del PD costituisce la novità politica più
importante degli ultimi anni. L’invito alla sinistra è a raccogliere la
proposta di alcuni suoi esponenti, come Bettin ha fatto nei giorni scorsi, di
lavorare alla semplificazione del quadro politico anche a sinistra, ad
aggregare le loro forze in un nuovo partito omogeneo, a fare insomma la stessa
fatica che ora stanno facendo la Margherita e i DS. La coalizione di
centrosinistra, del resto, è stufa di sottostare ai ricatti di micropartiti o
di singoli personaggi nei micropartiti, spesso interessati solo a conservare il
più a lungo possibile immeritate “rendite di opposizione”.
E’ forse venuto il momento per i riformisti di sperimentare soluzioni
innovative, a costo di scelte che possano mettere in discussione l’attuale
assetto politico della coalizione dell’Unione. Geometrie variabili per una
visione strategica che presuppone coraggio e carattere
CHIUSA
Prevale uno spirito unitario con una ottima partecipazione, e non è una
banalità perché altrove non è lo stesso. Un ringraziamento a Silvio Bisotti che
ha retto il partito nella difficile fase di consolidamento della Margherita, e
certamente ci consegna un partito sano. L'augurio a Silvio, ai nuovi
responsabili Margherita nei coordinamenti comunali, ad Angelo Ghillani per il
Comune di Piacenza perché ci guidino con impegno verso il Partito Democratico.

10.3.2007

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