sabato 10 febbraio 2007

Prc e sinistra radicale vanno male un po’ ovunque

da Il Riformista.it del 8 febbraio 2007


Attesissime da tutti i partiti del centrosinistra per misurare la forza dei propri candidati e salutate da Romano Prodi come «un enorme successo», le primarie dell’Unione presentano alcuni aspetti problematici.
Affluenza. E’ a macchia di leopardo ma comunque notevole. Le cifre variano dagli oltre 35 mila di Genova, la più alta pur se in flessione sul 2005, ai 2 mila di Como, la più bassa (la metà del 2005). Passando per i 19 mila di Palermo, i 15 mila di La Spezia, i 10 mila di Massa Carrara (più 3 mila), gli 8700 dell’Aquila, i 5600 di Avezzano (boom, con più 4 mila) e i 7 mila di Reggio Calabria, dove però hanno votato mille elettori in più di quanti parteciparono a quelle per Prodi (ottobre 2005).
Città al voto. Gli appuntamenti più importanti erano, naturalmente, quelli di Genova e Palermo ma significativi sono stati anche altri sei test locali. Alghero e Ancona dovranno aspettare una nuova data. Il prossimo appuntamento, a fine febbraio, vedrà al voto Isernia, Rieti (dove è ancora in corso la discussione) e Agrigento, Belluno voterà l’11 marzo. Resta l’incognita Taranto, dove la Margherita non vuole le primarie, chieste invece a gran voce da Ds e Prc. Prc che, dopo una crisi verticale del governo di centrodestra (la giunta è chiusa per dissesto finanziario), punta su Ezio Stefano, medico molto popolare ed ex Pci.
Vincitori e vinti. Stravince Leoluca Orlando a Palermo, vincono quasi ovunque i candidati «riformisti» o moderati, accusano le divisioni locali come nazionali i Ds (a Palermo, soprattutto, ma anche a L’Aquila e a Massa Carrara), vanno male quasi dappertutto i candidati della sinistra radicale, Prc in testa, tranne a Reggio Calabria. La giustificazione del Prc nel veder prevalere i candidati ulivisti tira in ballo «lo specifico di ciascun candidato e i poteri forti» ma gli esponenti della sinistra radicale perdono anche nei quartieri popolari di molte città.
Genova. «Super-Marta», come ormai viene chiamata Marta Vincenzi, eurodeputata Ds dal record di preferenze, già presidente della Provincia e candidata dell’Ulivo a furor di popolo nonostante le molte ostilità registrate nel suo partito, ha stravinto con il 60%. Flop per Stefano Zara (26%), ex presidente degli industriali locali, lanciato dal petroliere e presidente della Sampdoria Riccardo Garrone, nonostante fosse sostenuto dal sindaco uscente Pericu, pezzi di Margherita e di Quercia (Rognoni), per non dire delle dichiarazioni di voto a suo favore di sindaci come Cofferati e Chiamparino. Inchiodato a uno stiracchiato 14,3% è rimasto l’intellettuale Edoardo Sanguineti, sostenuto da Unione a sinistra (fuoriusciti dai Ds), Prc e Pdci, nonostante una campagna schioppietante e degna di lui (inno all’«odio di classe» su tutti). Una campagna, che tranne nei quartieri Valpolcevera e Sestri Ponente, non ha pagato, nei consensi dei ceti popolari.
Palermo. Con un affluenza inferiore a quella registrata alle scorse regionali per la scelta del candidato governatore (19 mila elettori oggi contro i 23 mila allora), Leoluca Orlando (Idv, ma appoggiato, oltre che dalla sua prorompente personalità, anche da Udeur, Sdi e Margherita, da cui era uscito sbattendo la porta per aver appoggiato la candidatura di Rita Borsellino alle regionali) ha stravinto le primarie con il 72,7% contro il disastroso 19,7% di Alessandra Siragusa (Ds) e il misero 7,5% di Giusto Catania (sostenuto da Prc, Pdci e Primavera siciliana), entrambi suoi ex assessori nelle giunte degli anni Novanta. Nei Ds si è aperto uno psicodramma collettivo, con attacchi e contrattacchi dei leader locali del partito (e della Cgil) contro la Siragusa, ma anche Catania ha di che riflettere. I suoi voti corrispondono alla somma dei due partiti e vengono polverizzati da Orlando specie nei quartieri popolari (Zen, Arenella, Brancaccio).
Reggio Calabria. A vincere senza stravincere è Eduardo L. Castronuovo (Ulivo, 53% dei voti), presidente di Sviluppo Italia ed editore di ReggioTv, contro l’unica buona affermazione, sul piano nazionale, del candidato di Prc, Pdci, Verdi e movimenti Nuccio Barillà (36%).
Carrara. Vera sorpresa di queste primarie: il favorito segretario provinciale ds Gianmaria Nardi (40%), appoggiato da Ds, Margherita e Prc, è stato surclassato da Angelo Zubbani, assessore comunale Sdi (48%), che ha preso i voti di molti diessini stanchi delle faide interne e di tutti i socialisti, in testa l’onorevole del Nuovo Psi Lucio Barani, che da sindaco di Aulla eresse una monumento a Craxi.
La Spezia, Lucca, Como. Tutto secondo copione a La Spezia (15.700 schede per due votazioni), Lucca (5500 voti) e Como (2000). A La Spezia hanno vinto per il comune Massimo Federici (Ds), con il 90%, e Marino Fiasella (Dl) per la Provincia, prevalendo però di soli 200 voti contro il candidato del Prc. A Lucca Andrea Tagliasacchi, ex presidente della Provincia Ds, sostenuto anche dai Dl, ha il 50,3%. A Como Luca Gaffuri (consigliere regionale Dl) tocca il 70% contro il 18% del Prc.
L’Aquila. Il parlamentare della sinistra Ds Massimo Cialente si è imposto su altri sei candidati (di cui tre della Margherita) con il 33,4%. Solo settimo il candidato del Prc, che però si consola con il risultato di Avezzano, dove i 6 mila elettori hanno scelto il candidato della sinistra radicale Gino Milano, sostenuto da Prc, Pdci, Verdi, Sdi e Udeur, contro un miliardario locale voluto da Ds e Dl. Ultima, e unica, vittoria del Prc quella di Novi, paese del modenese, dove Luisa Turci ha vinto con il 37% grazie alle divisioni di Ds e Dl su tre candidati.

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